Timori di crisi, sempre più bond a tassi negativi. E la Svezia pensa all’emissione da un secolo

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MILANO – Sempre più campanelli d’allarme sulla tenuta economica, con Germania e Cina in rallentamento, e ancora poche certezze sul fronte geopolitico. Le banche centrali hanno ricaricato di munizioni i loro bazooka e la Bce è pronta a sparare a settembre il suo nuovo piano di stimoli, mentre la Fed potrebbe già tagliare i tassi. Sui mercati, sempre più titoli obbligazionari sono a rendimento negativo: ce ne sono in giro la bellezza di 16 mila miliardi di dollari.

Martedì a New York molti analisti sono balzati sulle poltrone quando si sono resi conto che l’inversione della curva dei rendimenti americani, il fatto che quelli a scadenza più breve (2 anni) rendano più di quelli a lunga scadenza (10 anni), è arrivata a una distanza che non si vedeva dal marzo del 2007, subito prima della crisi finanziaria. Un segnale anticipatore di una recessione, insomma, come…
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