Aeroporto Genova: Signorini, tante opzioni sul tavolo, non solo vendita

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“Per garantire i volumi di traffico e la redditività per i prossimi cinque dieci anni, occorre o avere un socio o pubblico o privato operativo industriale, o far parte di una rete di aeroporti”.

È quanto ha spiegato Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale, a margine della presentazione degli investimenti che verranno realizzati per l’aeroporto di Genova. L’ente è l’azionista di maggioranza dello scalo con una quota del 60%; il 25% è in mano alla Camera di Commercio di Genova e il 15% ad Adr (gruppo Atlantia).

Inizialmente il presidente aveva quasi dato per certo l’avvio di un processo di privatizzazione che evidentemente non piace alla politica locale. “Il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha chiuso il discorso in modo molto chiaro: non abbiamo in questo momento una trattativa relativa a ipotesi di privatizzazione”, ha sottolineato Signorini.

Il presidente dell’Autoritá ha però sottolineato “la necessità di predisporre strategie competitive che collochino il nostro scalo aeroportuale in una mappa a livello per lo meno europeo se non intercontinentale per avere maggiore traffico”.

“Guardando i primi venti aeroporti italiani si nota che o sono posseduti da soci operativi industriali che operano a livello internazionale, o fanno parte di reti di aeroporti”, ha detto ancora.

“Genova”, ha concluso, “invece è se stante. Questo al momento non ci penalizza ma in prospettiva si pone il tema del posizionamento competitivo”.

Lab

 

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