Bond: valanga rischiosa, analisti temono bolla (Mi.Fi.)

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Warren Buffett ebbe a dire “ciò che i saggi fanno all’inizio, gli sciocchi lo fanno alla fine”. Secondo alcuni analisti, questo responso dell’oracolo di Omaha ben si attaglia alla situazione del mercato obbligazionario. Pur di sfuggire alla spirale di tassi negativi – che ha catturato prima i titoli sovrani, poi le obbligazioni investment grade e infine addirittura alcuni bond spazzatura – molti investitori si stanno precipitando su qualsiasi titolo garantisca un minimo rendimento. Esponendosi, però, al rischio di rovinose perdite in caso di cambiamenti imprevisti nelle condizioni di mercato.

Approfittando di tassi ai minimi storici – scrive Milano Finanza – le società di tutto il mondo si sono affrettate a lanciare bond sul mercato, spuntando rendimenti bassi come mai nella storia. A inizio settembre è stato raggiunto il record di collocamenti in una settimana: in cinque giorni sono state collocate obbligazioni per 150 miliardi di dollari. Negli Stati Uniti le emissioni di bond investment grade hanno raggiunto i 74 miliardi, in Europa i 23 miliardi e in Asia i 16 miliardi. Il trend è destinato a proseguire sino a fine anno, estendendosi ai junk bond: nei prossimi due mesi JpMorgan prevede che sul mercato arriveranno 32,9 miliardi di obbligazioni ad alto rendimento o speculative. E, secondo molti analisti, è probabile che anche queste emissioni facciano il pieno di domanda. Nel mondo, infatti, l’ammontare delle obbligazioni a rendimento negativo ha superato i 17 mila miliardi di dollari. Un recente report di Deutsche Bank calcola che in Europa sia ormai finito sotto zero il 53% dei bond investment grade e il 16% di quelli spazzatura. Obbligazioni ad alto rendimento rischiano insomma di non garantire più rendimento.

cce

 

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