Governo: sprint per sottosegretari, Misiani (Pd) verso Mef (CorSera)

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Ancora tre giorni per trattare e poi, da mercoledì,

ogni giorno è buono per la nomina di una quarantina di sottosegretari e di 4 o 5 viceministri del governo Conte bis.

Lo scrive il Corriere della Sera sottolineando che c’è molto nervosismo, nel M5S e nel Pd, perché già la nomina dei ministri ha provocato ferite profonde nei rispettivi gruppi parlamentari tra esclusi e non coinvolti. Le ultime 72 ore, dunque, verranno impiegate dal sottosegretario Vincenzo Spadafora (M5S) e dal ministro Dario Franceschini (Pd) per l’ultima scrematura: e considerate le pressioni di ogni tipo che stanno arrivando, ai due mediatori è stato consigliato di spegnere i telefoni, almeno fino a giovedì quando il Consiglio dei ministri potrebbe dare il via ai sottosegretari.

Il premier, Giuseppe Conte, non partecipa alla trattativa se non per

completare la sua squadra di Palazzo Chigi. Al sottosegretario alla presidenza del Consiglio imposto da Luigi di Maio – Riccardo Fraccaro,

che vorrebbe mantenere la delega alle Riforme oltre l’incombenza di dove istruire e verbalizzare tutte le sedute del Consiglio dei ministri – Conte vorrebbe affiancare l’attuale segretario generale di Palazzo Chigi, Roberto Chieppa, magari affidandogli la delicatissima delega ai servizi segreti.

Un’altra casella strategica è quella del sottosegretario con delega all’Editoria che Di Maio vorrebbe congelare nelle mani di Vito Crimi ma, in nome della discontinuità con una stagione grillina molto conflittuale con giornalisti ed editori, il Pd vorrebbe Walter Verini (in corsa anche per la Giustizia insieme a Gennaro Migliore).

Al Viminale, al fianco della ministra Luciana Lamorgese, potrebbe arrivare il dem Emanuele Fiano con la conferma di Carlo Sibilia (M5S), anche se in movimento c’è il presidente dell’Antimafia Nicola Morra (M5S). All’Economia i candidati sono Laura Castelli (M5S), come vice di Roberto Gualtieri (Pd), che non intende cedere il posto al compagno di movimento Stefano Buffagni restio ad andare alle Infrastrutture; sempre all’Economia per i dem andrebbe Antonio Misiani vicino a Nicola Zingaretti. Un altro fedelissimo del segretario del Pd, l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio Giampaolo Manzella, potrebbe andare al ministero dello Sviluppo economico dove, nella squadra di Stefano Patuanelli (M5S), potrebbe entrare la presidente grillina

della commissione Finanze Carla Ruocco.

Giuseppe Brescia (M5S) avrebbe le Riforme. Ci sono in ballo, per il Pd,

Simona Malpezzi (Istruzione), Franco Mirabelli (Interni), Salvatore Margiotta (Giustizia) e Luigi Bobba (Lavoro), Roberto Morassut (Roma capitale). Ma per la maggioranza si sta per aprire anche il fronte

caldo delle commissioni Bilancio della Camera e Finanze

del Senato, presiedute dai leghisti Claudio Borghi e Alberto Bagnai che non intendono dimettersi. Se dovessero remare contro, fino a paralizzare le commissioni, M5S e Pd potrebbero chiedere ai rispettivi commissari di dimettersi per poi, come da precedenti, eleggere nuovi presidenti.

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