Lse: su offerta cinese Italia valuta Golden Power (milanofinanza.it)

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Di Andrea Montanari (milanofinanza.it)

L’offerta da quasi 30 miliardi di sterline presentata da Hong Kong Exchanges & Clearing sul London Stock Exchange, che potrebbe portare a una guerra globale dei listini, ha ripercussioni dirette e immediate sull’Italia. Perché Borsa Italiana rappresenta uno dei principali asset della società londinese – con il bilancio 2018 ha distribuito una cedola di 128 milioni – a partire innanzitutto da Mts.

La società controllata al 62,53% da Borsa e nel cui capitale figurano le principali banche americane ed europee quali Jp Morgan (7,5%), Intesa Sanpaolo (5%) e Citigroup (3,96%9gestisce la piattaforma sulla quale si negoziano per quantitativi unitari all’ingrosso i titoli di Stato quotati e non quotati e altri tipi di strumenti obbligazionari di tanti paesi: un business che equivale a negoziazioni medie giornaliere di 100 miliardi di euro. Senza trascurare che lo scorso anno l’attività cumulativa (cash, repo, bondvision) ha toccato la soglia dei 30mila miliardi di euro negoziati.

Si tratta quindi di un tesoro da tutelare e proteggere per l’importanza strategica che riveste e per i risultati che garantisce in termini operativi. Per tale ragione, alla luce dell’offerta arrivata dall’Estremo Oriente, il governo italiano e le istituzioni finanziarie hanno già iniziato a valutare quali opzioni possano essere usate per proteggere Mts.

In tal senso, non è da escludere che l’esecutivo Pd-5Stelle possa ricorrere alla carta della golden power. Una leva, ovviamente, da azionare solo al momento della concretizzazione dell’operazione e della notifica dello medesimo deal. Ma, intanto, i tecnici del governo Conte stanno già analizzando le carte.

Partendo da un caposaldo: la disciplina introdotta nel 2017 per ampliare il raggio d’azione dei poteri del governo. Come riferito, infatti, anche nei Quaderni guiridici di Consob (come quello del febbraio scorso) rientrano nel perimetro dell’esercizio della golden power anche le infrastrutture critiche o sensibili, tra cui immagazzinamento e gestione dati e infrastrutture finanziarie.

In tal senso, quindi, si può considerare che Borsa Italiana e, soprattutto, Mts rientrino nel novero di asset da difendere grazie all’intervento forzoso dello Stato italiano.

red/cce

 

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