Tlc: Tim e Open Fiber più vicine (MF)

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L’operazione di aggregazione delle reti di Telecom Italia e di Open Fiber non è tramontata, anzi. Sottotraccia, mentre si consumava una crisi di governo e si scopriva una nuova alleanza parlamentare giallo-rossa, le diplomazie e i tecnici di entrambe le società hanno continuato a lavorare per trovare un accordo sull’operazione, motivo per cui a domanda diretta molte delle persone coinvolte sul dossier rispondono che la volontà di portare a casa un’intesa in tempi relativamente brevi è rimasta e anzi ci sono state schiarite.

Peraltro, come riportato da MF-Milano Finanza a fine agosto, il Conte-bis ha riportato al governo il Partito Democratico che con l’ex premier Matteo Renzi aveva avviato la costituzione di Open Fiber e aveva anche nominato i top manager delle aziende partecipate dallo Stato, tra cui Enel , azionista di Open Fiber insieme a Cdp. Il nodo che aveva bloccato le trattative, al di là delle tecnicalità dell’operazione -che a seconda delle fasi hanno visto susseguirsi varie ipotesi, molte delle quali ritenute ancora percorribili- era il valore di Open Fiber. Nel corso dei mesi sono circolate più ipotesi, con la valutazione di Open Fiber che oscillava da un floor più basso di 2 miliardi fino a una parte alta di 8 miliardi. Stando alle ultime indiscrezioni, il numero uno di Enel , Francesco Starace, avrebbe abbassato le pretese e così la quota del 50% di Open Fiber in mano a Enel sarebbe ora più appetibile sul mercato.

A guardare il dossier, come già circolato in estate, ci sarebbero più fondi internazionali, che potrebbero entrare in una partita infrastrutturale con la garanzia di scendere in campo a fianco di un investitore come la Cassa. Di sicuro, anche il mercato si aspetta novità sul fronte dell’alleanza tra Tim e Open Fiber, citata anche ieri all’interno di un report di Jp Morgan che ha alzato il rating sulle azioni Telecom Italia da neutral a overweight con un target price alzato a 0,69 euro sia per le ordinarie sia per le risparmio. Ieri il titolo Telecom Italia ha chiuso sui massimi da un mese, in rialzo dell’1,09% a 0,5093 euro, con una performance superiore al 10% negli ultimi 30 giorni. Gli analisti hanno sottolineato il miglioramento del free cash flow e hanno posto l’attenzione su prossime operazioni di m&a, sulla riduzione del debito e sulla stabilizzazione degli utili.

red/fch

 

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