Dazi: Usa, 28 compagnie cinesi in lista nera export

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Gli Stati Uniti inseriranno 28 compagnie cinesi nella lista nera che impedirà alle società Usa di vendere loro tecnologia americana, per il presunto ruolo svolto nella campagna del Governo cinese di internamento di massa nel nord-ovest del Paese.

Le società oggetto di questa decisione includono i giganti nel campo della tecnologia della video-sorveglianza e del riconoscimento facciale, Hangzhou Hikvision Digital Technology, Megvii Technology e SenseTime Group.

La decisione del Dipartimento per il commercio di inserire queste compagnie nella blacklist, accanto ai giganti delle telecomunicazioni, come Huawei, impedirà che la tecnologia prodotta negli Stati Uniti venga esportata in Cina in assenza di una licenza.

Le compagnie, dice il Dipartimento per il commercio, “hanno avuto un ruolo nella violazioni dei diritti umani come parte della campagna di repressione messa in atto da Pechino, con detenzione arbitraria di massa, sorveglianza ad alta tecnologia nei confronti degli Uiguri, Kazaki ed altri membri delle minoranze musulmane” nella regione nord-occidentale dello Xinjang”.

Gli esperti stimano che oltre un milione di Turchi uiguri e altre minoranze sono state arbitrariamente detenute nella regione dello Xinjang negli anni recenti.

Gli Usa aggiungeranno anche l’Ufficio di pubblica sicurezza dello Xinjang ed altri 19 organi subordinati nella lista, insieme a Dahua Technology, IFLYTEK, Xiamen Meiya Pico Information, Yitu Technologies and Yixin Science & Technology.

Di fronte alla prospettiva di una possibile inclusione nella blacklist a maggio, il Ministro degli affari esteri aveva accusato gli Usa di usare i poteri nazionali per diffamare e opprimere le compagnie cinesi. “Ci opponiamo in maniera ferma e la nostra posizione sulla vicenda è chiara e coerente”, hanno detto le autorità cinesi.

Hikvision è il primo produttore al mondo di camere di sorveglianza ed è posseduta per il 42 per cento dallo Stato cinese.

Nel 2017, un report del Wall Street Journal aveva documentato l’ascesa della compagnia negli Usa, che aveva indotto una base militare statunitense a rimuovere le camere prodotte dalla società cinese e portato a una audizione al Congresso.

Non è chiaro se la perdita dell’accesso ai fornitori statunitensi danneggerà la società, dal momento che questa ricorre in maniera consistente a chip prodotti dall’unità HiSilicon di Huawei. Tuttavia, Hikvision rischia di perdere accesso ai più sofisticati chip ad apprendimento automatico, come quelli dell’americana Nvidia Corporation.

fux/lus

 

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