Def: Cnel, evitare procedura Ue per debito eccessivo

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Il rischio di una procedura di infrazione per debito eccessivo non è superato definitivamente e va evitato ad ogni costo.

Lo sostiene il Cnel durante l’audizione sulla Nota di aggiornamento al Def presso le Commissioni Bilancio di Senato e Camera congiunte a Palazzo Madama.

A metà 2019 nessun paese membro dell’Unione risultava più nel “braccio correttivo” del Patto di Stabilità e di Crescita, avendo il Consiglio Ecofin chiuso la procedura per disavanzo eccessivo a carico della Spagna. Ma l’Italia è in una situazione di deviazione significativa dal percorso di aggiustamento insieme a Romania e Ungheria.

Le misure e gli impegni assunti dal Governo a inizio luglio – con la riduzione del disavanzo 2019 dal 2,4 previsto nel programma di stabilità al 2% – hanno convinto la Commissione a non presentare al Consiglio una raccomandazione di apertura di una PDE avverso l’Italia. Si è trattato di un risultato estremamente positivo. Ha generato un immediato accrescimento di fiducia sui mercati verso i titoli italiani, con

riduzione dei tassi e degli spread. Punto di partenza di qualsiasi politica di sviluppo non può che essere la conservazione di questo risultato, osserva il Cnel.

Poi, “la positiva attitudine verso politiche di crescita mostrate dalla

nuova Commissione, al momento della presentazione dei suoi

programmi al Parlamento europeo, non deve trarre in inganno sul fatto

che possano essere disapplicate clausole dei trattati, anche tenuto conto

dell’indicazione della raccomandazione del Consiglio dell’Ue all’Italia

del 9 luglio e cioì che “nel complesso, il Consiglio è del parere che a partire dal 2019 l’Italia debba adottare i necessari provvedimenti per conformarsi alle disposizioni del patto di stabilità e di crescita”.

pev

 

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