Legge bilancio: in arrivo decreto fiscale, stretta su partite Iva (Rep)

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È in dirittura d’arrivo un decreto fiscale per anticipare alcuni dei contenuti della legge di bilancio 2020. Al provvedimento stanno lavorando intensamente al ministero del Tesoro con l’obiettivo di varare l’articolato prima del 20 ottobre, data per cui è attesa la finanziaria, o in caso di ritardi nel giorno stesso.

Lo scrive Repubblica precisando che il menù è ancora in corso di definizione, ma a quanto si apprende, saranno principalmente misure sulla lotta all’evasione e di carattere fiscale che andranno in vigore con il l* gennaio del prossimo anno e per le quali è necessario concedere margini di tempo ai contribuenti per mettersi in regola. Sembra certo che ci sarà, dopo molte polemiche, un anticipo delle norme che consentiranno l’incentivo dell’uso delle carte di credito in funzione di riduzione del contante: chi userà la carta di credito per pagare il conto in settori a rischio evasione, come ristoranti e alberghi, avrà un piccolo sconto Iva che potrà recuperare in sede fiscale. La misura naturalmente non prevederà, come quella dei giorni scorsi, un aumento delle aliquote Iva e funzionerà sulla base delle attuali aliquote e dunque ci sarà un costo. L’idea di rimodulare, senza nuovo gettito, del resto non è stata abbandonata dal ministro dell’Economia Gualtieri che ieri in Parlamento per l’audizione sulla Nadef ha detto che “non sono escluse al fine di rendere più equo ed efficace il meccanismo delle aliquote”. Esclusa invece l’ipotesi di una tassa sulle badanti: “felice di dire che è una fake news”, ha detto il ministro del Tesoro.

Nel decreto anche la stretta sul provvedimento, introdotto su pressione dei leghisti dal passato governo gialloverde, sulla mini flat tax per autonomi e professionisti che consente di pagare un forfait del 15% comprensivo di Irpef Iva-Irap per chi ha ricavi fino a 65 mila euro. L’ipotesi è quella di introdurre una serie di paletti all’uso del forfait per impedire l’elusione fiscale, il fenomeno dei “finti forfettari” e di obbligare l’uso della fatturazione elettronica. La platea interessata, tra nuove partite Iva e vecchi regimi forfettari, è di circa 2 milioni di contribuenti. Mentre sarà sicuramente bloccata la seconda tappa, prevista a partire dal 1* gennaio del 2020, che prevede l’allargamento della mini flat tax ai ricavi fino a 100 mila euro con una aliquota del 20%.

Nel decreto dovrebbe ro figurare – come annunciato già dal governo – anche altre misure, a partire dallo stop alla retroattività dell’Iva sulle scuole guida: il caso è stato provocato da una sentenza della Corte di giustizia Ue che ha stabilito che questi servizi non possono essere esenti ma la disposizione varrà solo per il futuro e non per il passato. Non è esclusa la proroga del bonus casa, per ristrutturazioni e riqualificazione energetica che scadono alla fine dell’anno. La partita della manovra è tuttavia ancora aperta e in movimento. Oltre al cuneo fiscale, c’è la voce di spesa dei contratti pubblici: ieri dal vertice tra il premier Conte e Cgil-Cisl-Uil è emerso che le risorse per i contratti dei 3,5 milioni del pubblico impiego scaduti da un anno ammonteranno a 5,4 miliardi in tre anni.

red/alu

 

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