Usa: Microsoft, primarie presidenziali in mirino hacker iraniani

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Microsoft ha rivelato oggi che almeno una delle campagne presidenziali primarie è stata oggetto di attacchi informatici collegati al Governo iraniano, indicando che agenti stranieri mirano ad intralciare le elezioni del 2020.

Non vi sono prove che suggeriscono un successo del tentativo di intrusione in una di delle campagne dei candidati, hanno sottolineato alcune fonti al Wall Street Journal. Microsoft ha annunciato che anche alcuni funzionari governativi e giornalisti sono stati i bersagli di attacchi informatici da parte di Teheran.

La Commissione nazionale democratica ha lanciato un monito sulla potenziale minaccia agli organizzatori delle diverse campagne già in settimana, in base alla copia di una mail acquisita dal Wall Street Journal.

“Oggi Microsoft ci ha informati che uno stato sta attaccando gli account di giornalisti, politici ed almeno una campagna presidenziale,” ha scritto la Commissione nazionale democratica nella mail, senza però fornire un’identità degli obiettivi degli attacchi.

La nota aggiunge che il gruppo di hacker iraniani, che Microsoft chiama Phosphorous, è abile nella creazione di strumenti di phishing avanzato e si serve di account falsi creati su LinkedIn per adescare vittime inconsapevoli della minaccia.

La scoperta di Microsoft è la prima conferma da parte di una grande compagnia informatica che una campagna presidenziale è stata colpita da hacker al soldo di governi stranieri.

In un post, il gigante di Redmond ha rivelato come in un mese, tra agosto e settembre, più di 2.700 tentativi di identificare account appartenenti a specifici consumatori siano stati portati a termine da parte di sospetti hacker iraniani, e come tra quelli, in seguito, 241 account siano stati effettivamente colpiti.

Di quelli, quattro account sono stati hackerati, ma nessuno di essi era associato a profili legati alle campagne elettorali, o a funzionari americani.

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