Usa: raccoglieranno in un database Dna migranti

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Il dipartimento di Stato Usa sta valutando di raccogliere il Dna dei migranti che attraversano il confine tra Stati Uniti e Messico e di chi si trova nei centri di detenzione, inserendolo poi in un database nazionale.

Alti funzionari dell’amministrazione hanno dichiarato ieri che la proposta che permette al dipartimento della Sicurezza Interna di raccogliere il Dna dai migranti presi in custodia potrebbe essere pubblicata nei prossimi giorni.

Il piano – che scatena un nuovo problema riguardante i diritti civili nel dibattito sui cambiamenti nella politica di migrazione statunitense – prevede di raccogliere il Dna di centinaia di migliaia di migranti, tra cui quelli non autorizzati presi in custodia dai funzionari dell’Immigration and Customs Enforcement.

La mossa rappresenterebbe una significativa espansione del già esistente database genetico del Governo, gestito dall’Fbi, che attualmente contiene i dati di persone accusate di aver commesso gravi crimini.

Alti funzionari del dipartimento di Giustizia hanno dichiarato che tale espansione permetterà al Governo di rispettare una legge del 2005 che richiede all’Esecutivo di raccogliere informazioni biometriche su vari gruppi di persone, tra cui criminali e migranti illegali.

Gli ufficiali del dipartimento di Giustizia hanno anche dichiarato che l’amministrazione del presidente Usa, Donald Trump, si sente obbligata ad andare avanti col piano perché aiuterà il Governo a meglio identificare i migranti che in futuro potrebbero commettere dei crimini.

La decisione del Governo ha messo in agitazione i migranti – e gli attivisti dei diritti civili, i quali ritengono che raccogliere campioni di Dna di persone non colpevoli di crimini rappresenterebbe una grave violazione della privacy. La pratica potrebbe anche comportare una schedatura discriminatoria da parte di altre agenzie governative che potrebbero avere accesso al Dna dei migranti.

La mossa è parte di una più grande trasformazione da parte dell’amministrazione Trump che tende a considerare la maggior parte dei migranti che entrano negli Usa, anche coloro che accedono legalmente nel Paese, come criminali.

Le autorità hanno detto ieri che sono stati obbligati a fare questo passo per rispettare la Legge del 2005 sulle impronte genetiche, parte della risposta dell’amministrazione dell’ex presidente Usa, George W. Bush, agli attacchi terroristici dell’11 settembre.

Le autorità del dipartimento per la Sicurezza Interna hanno dichiarato ieri che stanno istituendo una task force in vista del nuovo ordine del dipartimento di Giustizia per risolvere le difficoltà operative date dal prelevamento dei campioni di Dna di centinaia di migliaia di potenziali migranti. I funzionari hanno dichiarato che le autorità col compito di prelevare Dna saranno formate per salvaguardare la privacy dei migranti.

Le autorità dell’Immigration and Customs Enforcement hanno avviato un programma pilota quest’estate usando il Dna prelevato da famiglie di migranti, per assicurarsi che gli adulti siano geneticamente collegati ai bambini che viaggiano con loro. L’amministrazione Trump sospetta da parecchio tempo che i migranti adulti portino con loro bambini che non fanno parte delle loro famiglie. Il programma pilota, che richiedeva un campionamento meno esteso del Dna, ha ispirato uno sforzo maggiore, hanno dichiarato le autorità.

Il nuovo programma richiederà agli agenti dell’immigrazione di raccogliere un campione più completo di Dna, così che possa essere in seguito usato per aiutare ad identificare i criminali sospetti.

fux

 

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