Automotive: Up, per emissioni rinnovare tpl e parco auto

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“Rinnovando i mezzi e investendo su un servizio più efficiente il tpl (trasporto pubblico locale, ndr) può essere un fattore per la riduzione delle emissioni climalteranti e dell’inquinamento dell’aria nelle città, in un’ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale”.

Lo ha detto, secondo quanto riporta una nota, il presidente dell’Unione Petrolifera, Claudio Spinaci, nel corso del suo intervento al convegno Asstra – Ecomondo. “Il downstream petrolifero vuole e può contribuire da protagonista a questa sfida, nella convinzione che per continuare a garantire la mobilità dei cittadini occorre individuare il fuel mix più efficiente, ovvero quello capace di ridurre l’impronta di carbonio al costo più basso”, ha aggiunto.

“Per quanto riguarda il miglioramento della qualità dell’aria occorre partire dal ricambio del parco auto, senza porre poi ostacoli alle motorizzazioni più moderne (es. le nuove motorizzazioni diesel con emissioni di NOx prossime allo zero) e agendo sulla fluidificazione del traffico e sull’identificazione di agenti di inquinamento di tipo industriale e/o residenziale”, ha messo in chiaro Spinaci.

“Sul fronte delle emissioni climalteranti, in ottica di neutralità tecnologica, ogni tecnologia dovrà dare il suo contributo – ha sottolineato -, misurando le emissioni lungo l’intero ciclo di vita di veicolo e vettore energetico (Lca o Wtw) e non solo allo scarico (Ttw).

Visto che tutte le previsioni, anche del Pniec, concordano che i carburanti liquidi rimarranno per decenni la fonte principale di energia per la mobilità, l’industria petrolifera è pronta a continuare a innovare, in particolare per la produzione di biocarburanti (l’Italia è tra i primi paesi ad avere bio-raffinerie) e altri combustibili liquidi low o free carbon”.

“Nuovo terreno di sfida – ha precisato Spinaci – è poi quello dei cosiddetti e-fuels – prodotti liquidi sintetici che sfruttano fonti rinnovabili e processi industriali noti – il cui potenziale di abbattimento delle emissioni GHG è enorme, fino al 96%”.

“Le richieste alle Istituzioni – ha concluso il presidente di Up – sono pertanto: promuovere progetti di ricerca sugli e-fuel per costruire un’eccellenza europea; modificare la disciplina europea sul calcolo delle emissioni di CO2 dei veicoli considerando l’intero ciclo di vita; valorizzare un settore che ha tutte le potenzialità tecnologiche per dare il proprio contributo alla transizione”.

gug

 

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