Fincantieri: GdF indaga su sfruttamento manodopera in cantieri

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1 Mese : Da Ott 2019 a Nov 2019
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La Guardia di Finanza di Venezia sta eseguendo in Veneto, Fiuli Venezia Giulia, Marche, Campania, Puglia e Sicilia 80 perquisizioni nell’ambito di un’indagine per reati di sfruttamento della manodopera, corruzione tra privati, dichiarazione fraudolenta ed emissione di fatture false.

Le attivita’ di polizia giudiziaria, informa la Guardia di Finanza, riguardano 19 imprese operanti nel settore della cantieristica navale subaffidatarie di lavori per conto di Fincantieri, nonche’ 12 dirigenti e funzionari della stessa societa’.

Inoltre, la Guardia di Finanza lagunare ha eseguito l’ordinanza con cui il Gip presso il Tribunale di Venezia ha disposto gli arresti domiciliari di un cittadino bengalese ed il sequestro preventivo di oltre 200.000 euro per il reato di sfruttamento della manodopera. Le indagini, nelle quali risultano indagati 34 soggetti, hanno consentito di acquisire gravi indizi di un sistematico sfruttamento di numerosi lavoratori stranieri, per lo piu’ bengalesi e albanesi, dipendenti di imprese gestite da connazionali impiegati nell’esecuzione di lavori connessi alla realizzazione delle navi da crociera presso i cantieri di Marghera di Fincantieri.

Lo sfruttamento si sarebbe realizzato retribuendo i lavoratori con il sistema della ‘paga globale’, attraverso cui nelle buste paga venivano certificati i compensi spettanti in base al contratto nazionale, mentre in realta’ ai dipendenti veniva corrisposto un importo di gran lunga inferiore, senza il riconoscimento di ferie retribuite e degli altri compensi aggiuntivi. Per garantire la corrispondenza tra gli importi pagati e quelli indicati in busta paga, venivano indicate alcune voci stipendiali fittizie, ovvero un numero di ore lavorate inferiore ma quelle realmente prestate.

Sono in corso approfondimenti al fine di individuare tempi e modalita’ di dazioni di denaro e di altre utilita’ ad alcuni dirigenti e funzionari di Fincantieri da parte delle imprese subaffidatarie indagate, per consentire a queste ultime di completare i lavori in piu’ ore rispetto a quelle pattuite dal contratto di affidamento, giustificandole formalmente con attestazioni di non conformita’ dei lavri eseguiti o con richieste di modifiche in corso d’opera.

Per ultimare i lavori nelle ristrette tempistiche inizialmente concordate, infatti le societa’ subaffidatarie avrebbero impiegato un maggior numero di dipendenti che sono stati retribuiti mediante il sistema della ‘paga globale’, conseguendo cosi’ un maggior compenso, parte del quale sarebbe stato retrocesso ai dirigenti di Fincantieri.

pev

 

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