Il muro di Melilla, dove è vietato dare da mangiare agli affamati

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«Mi sono messo a correre dopo aver saltato il muro. Sono sette metri di altezza, con filo spinato sopra. Non è stato facile». Alpha, 19 anni, della Guinea Conakry, è un ragazzo alto e sorridente che incontro fuori dal Ceti, il centro per richiedenti asilo di Melilla, enclave spagnola in Marocco. Parla un buon inglese, ha studiato, mi spiega che parla altre tre lingue oltre all’inglese e che è venuto in Europa per trovare un futuro migliore.

Per questo – dice – se n’è andato dal suo paese. In Guinea Conakry, un piccolo paese dell’Africa Occidentale, non c’è una guerra, ma diverse tensioni politiche e soprattutto non ci sono prospett…
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