Ilva: Cdp attende ok governo, fondazioni frenano (Mess)

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La politica spinge per utilizzare Cdp come jolly sulla ex Ilva, al fianco di ArcelorMittal, o formando una nuova cordata.

Ma l’a.d., Fabrizio Palermo, dopo qualche preliminare valutazione, ha lasciato il dossier nel cassetto: tra le cause della freddezza c’è la considerazione che a giugno 2017 la partecipazione alla cordata Jindal era corroborata dalla garanzia dello scudo statale, che ora è stata tolta ed è la causa del conflitto in atto. E poi, scrive Il Messaggero, c’è la freddezza delle fondazioni, azioniste con il 15,93% blindato da poteri di veto statutari su operazioni non profittevoli.

Ieri, a metà pomeriggio, ci sarebbe stato un colloquio tra il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri e il presidente dell’Acri e di Compagnia Sanpaolo, Francesco Profumo. Profumo avrebbe espresso perplessità rispetto al coinvolgimento della cassa sull’acciaio di stato, a prenscidere dai compagni di viaggio.

Palermo comunque monitora attentamente la situazione. Ha un cordial entent con Gualtieri: colloqui giornalieri, compreso ieri quando i due avrebbero concordato di procedere con i piedi di piombo, per non fare passi falsi.

Un eventuale coinvolgimento di Cdp deve passare da un nuovo contratto che ovviamente va condiviso con ArcelorMittal con cui il confronto ancora è molto acceso.

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