Tim: Mediobanca R&S, su podio redditività tlc Ue ma pesano svalutazioni

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Nel confronto tra i grandi player europei delle telecomunicazioni, nel corso del 2018 Tim ha fatto registrare la terza migliore redditività industriale grazie a un rapporto Mon/fatturato al 17,5% che la colloca alle spalle delle sole Telenor (23%) e Swisscom (17,6%), davanti a British Telecom (16,3%).

E’ quanto spiega la consueta indagine annuale sul settore delle tlc condotta dall’area studi di Mediobanca, che mette inoltre in evidenza come l’azienda oggi guidata da Luigi Gubitosi detenga anche il quarto valore aggiunto netto per addetto più elevato – con 117.000 euro –

(dietro a Telenor, Swisscom e Deutsche Telekom) a cui si abbina un

contenuto costo unitario del lavoro (53 mila euro). Coniugando questi due parametri, Piazzetta Cuccia ha rilevato come l’ex incumbent presenti il secondo migliore Clup (costo del lavoro su valore aggiunto netto) tra le blue chip europee di settore, pari al 45,3%, preceduto solo dal 29,7% di Telenor che beneficia di un’elevata produttività e contestualmente anche di un costo del lavoro contenuto (51 mila euro).

Di contro, Vodafone presenta la struttura finanziaria più solida, con la minore incidenza dei debiti finanziari lordi sul patrimonio netto (86,4% nel 2018 contro il 63,1% nel 2017), seguita da Swisscom (99,5%) e Orange (102,3%). Su questo fronte, Tim si colloca in una posizione intermedia (134,3%), facendo meglio di Telefonica (202,8%) e British Telecom (166%). Per quanto riguarda le Capex messe in relazione con fatturato e includendo anche gli investimenti in licenze e altri intangibles, osservano ancora gli esperti di piazzetta Cuccia, Tim svetta

(34,7%) davanti a Telenor (29,8%) e Swisscom (20,7%).

Per quanto riguarda l’ultima riga del conto economico, Mediobanca R&S ha analizzato la siutazione cumulata dei risultati netti riportati negli ultimi cinque anni. Nella graduatoria svetta Telefonica, con un risultato cumulato di 14,58 miliardi, tallonata da Deutsche Telekom (14,48 mld) e più a distanza da BT (13,2 mld) e da Orange (10,37 mld). Attardata Tim, che restituisce utili complessivi di 2,8 miliardi, di cui 2,1 mld arrivano tuttavia dalla controllata Tim Brasil. Con il passo del gambero si muovono Libert (-1,7 mld), Altice (-3,19 mld) e soprattutto il gruppo Vodafone (-9,965 mld).

Per quanto riguarda Tim, va detto che nell’ultimo esercizio ha operato svalutazioni di goodwill per 2,59 miliardi. Estendendo la fotografia al periodo 2010-18, gli impairment di avviamenti contabilizzati dall’ex incumbent salgono così alla cifra monstre di 17 miliardi di euro.

ofb

 

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