50 Ong contro governi Ue: complici stragi in mare. Stop cooperazione con guardia costiera libica

«Da gennaio 2018 almeno 2500 persone sono morte nel Mediterraneo e altre ancora stanno soffrendo nei campi di detenzione libici». Con una lettera aperta indirizzata ai ministri degli Interni dei governi dell’Ue (in vista del consiglio informale degli Affari Interni e della Giustizia a Bucarest il 7 febbraio) 50 organizzazioni e piattaforme umanitarie, tra cui Oxfam, Medici senza Frontiere, Caritas Europa, e Human rights watch accusano le cancellerie europee di essere «diventate complici della tragedia nel Mediterraneo» e affermano che «alcuni Stati membri dell’Ue hanno deliberatamente costretto molte Ong che conducono operazioni di ricerca e soccorso ad interrompere la loro attività di salvataggio».

Le Organizzazioni non governative ricordano che negli ultimi sei mesi i governi Ue «hanno cercato invano di trovare un accordo su un sistema che consenta ai migranti messi in salvo di essere sbarcati in sicurezza». E rammentano come «ogni volta che una nave, con a bordo migranti salvati in mare, si avvicina alle coste Ue, i governi europei ingaggiano uno sfibrante braccio di ferro sul porto dove la nave debba sbarcare e su quali Paesi possano ospitare i migranti sopravvissuti ed esaminare le loro richieste di asilo».

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