5G, il rischio Cina c’è: Conte promette controlli su Huawei

Il rischio c’è, ma non ci sarà alcuno stop ai contratti in essere o a quelli da stipulare con le aziende cinesi sulla telefonia mobile. Intese, tuttavia, da garantire dopo tutte le verifiche previste, se necessario da rafforzare. A sei mesi di distanza dalla prima audizione, Giuseppe Conte parla per due ore al Copasir (Comitato parlamentare sicurezza della Repubblica) presieduto da Lorenzo Guerini.

Il tema a farla da padrone è quello del 5G, lo standard di ultima generazione dove Huawei e Zte sono aziende cinesi fortissime in termini di competitività e brevetti. I timori di infiltrazioni rischiose per la sicurezza nazionale non sono di ieri, documentati anche in via ufficiale dai servizi di informazione come nell’ultima Relazione presentata dal direttore del Dis, Gennaro Vecchione. La questione si spinge a dividere già da giorni i due partiti di governo in parti contrapposte. La Lega di Matteo Salvini allineata agli Usa, ostile alle aziende di Pechino; M5S invece in dialogo aperto. Una dialettica destinata a protrarsi.

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