Affitti, con la cedolare secca lo Stato incassa 2,7 miliardi

La cedolare secca sugli affitti ha segnato un gettito di 2,790 miliardi (+227 milioni, +8,9%). é quanto emerge dalle entrate tributarie 2018. Che fanno registrare una riduzione del carico fiscale sulle imprese di 2,5 miliardi di euro grazie al taglio di 3,5 punti dell’liquota Ires. Nel 2018 sotto la voce Imposta sul reddito delle società l’Erario ha registrato 32,6 miliardi di gettito complessivo pari a un -7,2% rispetto al 2017. La fotografia che emerge dal bollettino delle entrate erariali diramato dal dipartimento delle Finanze mostra un’economia che fino al 31 dicembre non era in sofferenza. Sul fronte Irap, ad esempio, nonostante la cancellazione del costo del lavoro dal valore della produzione, i privati hanno versato un 8% in più pari a 14,936 milioni complessivi e 1,1 miliardo in più rispetto all’anno precedente. Segnale evidente che la base imponibile su cui applicare il tributo regionale nel 2018 si è ampliata.

Meno Ires
Come spiega il Dipartimento delle Finanze la riduzione del 7,2% dell’Ires è legata alla legge di stabilità per il 2016 che ha ridotto il prelievo sulle società dal 27,5% al 24% e soprattutto anche agli effetti della proroga, a tutto il 2017 e fino al 30 giugno 2018, della maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto per gli investimenti in beni strumentali nuovi e per i beni strumentali ad alto contenuto tecnologico più noti come “superammortamenti” e “iperammortamenti”. Due leve fiscali particolarmente utilizzate da tutte le imprese con il piano Industria 4.0 e che nel 2019 con l’ultima legge di bilancio sono state però ampiamente ridimensionate con lo stop del supermammortamento e una significativa riduzione del bonus per investimenti più tecnologici.

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