Afghanistan: accordo condivisione potere tra Ghani e Abdullah


Il presidente afghano, Ashraf Ghani, e il suo rivale politico, Abdullah Abdullah, hanno firmato ieri un accordo di condivisione del potere, ponendo fine a una faida durata mesi circa l’esito delle contestate elezioni presidenziali dello scorso anno che avevano minacciato di far deragliare gli sforzi degli Stati Uniti per ritirare le truppe dal Paese.

La lotta di potere tra Ghani e Abdullah hanno diviso l’Afghanistan in un modo che ha fatto ricordare la guerra civile degli anni ’90 e ha indebolito il Paese. L’accordo prevede che Ghani rimanga presidente mentre Abdullah guiderà il Governo nei colloqui di pace sostenuti dagli Stati Uniti con i talebani e nominerà anche metà dei membri del gabinetto del nuovo Esecutivo.

“Gli afghani hanno dimostrato di essere uniti e di pensare ai propri interessi nazionali con saggezza collettiva”, ha dichiarato Ghani in un discorso a seguito della cerimonia di firma, aggiungendo che “abbiamo dimostrato che possiamo raggiungere soluzioni fondamentali in modo ragionevole senza la mediazione dei nostri partner internazionali”.

Su Twitter Abdullah ha scritto che “nessun individuo o gruppo può imporre la propria volontà con la forza o contro l’interesse nazionale. Non possiamo permetterci di sperperare opportunità e buona volontà internazionale, soprattutto per una pace giusta e globale attraverso i colloqui”.

Gli Stati Uniti hanno firmato un accordo con i talebani a febbraio per ritirare tutte le truppe statunitensi prima dell’estate 2021. In cambio, i talebani hanno promesso di garantire che il Paese non venga usato come base per i terroristi per pianificare attacchi contro gli Stati Uniti e di avviare colloqui di pace con il Governo afghano. L’accordo è rimasto in vigore nonostante i continui attacchi dei talebani contro le forze afghane.

Agli afghani sono stati ricordati all’inizio di questa settimana i pericoli della guerra, dopo che il Paese è stato colpito da due attacchi particolarmente brutali. Martedì alcuni uomini armati hanno fatto irruzione in un reparto di maternità di un ospedale di Kabul, uccidendo 24 persone, la maggior parte delle quali donne e bambini. Lo stesso giorno, attentatori suicidi si sono fatti esplodere durante un funerale nella provincia orientale di Nangarhar, uccidendo almeno 32 persone.

I talebani hanno negato la responsabilità di entrambi gli attacchi, mentre lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità dell’attacco a Nangarhar.

La relazione tra Washington e Ghani si è inasprita negli ultimi mesi da quando l’amministrazione Trump ha rifiutato di riconoscere l’annuncio a febbraio della vittoria di Ghani alle elezioni di settembre e ha addirittura tagliato un miliardo di dollari di aiuti al Paese.

Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ieri ha detto di essersi congratulato con Ghani e Abdullah. “Accogliamo con favore il loro impegno ad agire per la pace in Afghanistan”, ha scritto su Twitter.

cos

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