Al vertice Nato Italia in pressing per cambiare il metodo di calcolo delle spese per la Difesa

Nella cena che si terrà questa sera a Bruxelles, dove sono riuniti i ministri della Difesa dei paesi che fanno parte della Nato, sarà affrontato un tema caro al presidente Usa, Donald Trump: il “burden sharing”, una maggiore condivisione da parte dei partner europei delle spese per la difesa, soprattutto nell’ambito dell’Alleanza Atlantica. Argomento spinoso. Gli Usa premono perché gli alleati alzino l’asticella della spesa per la difesa oltre il 2% del Pil, attualmente previsto. L’Italia, che nel 2018 ha speso l’1,15% del prodotto interno lordo, proporrà invece di cambiare il metodo per calcolare le spese della difesa.

Secondo il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, infatti, vanno inclusi nella quota del 2% che i Paesi Nato destinano alla Difesa anche investimenti non strettamente militari, a cominciare da quelli in cybersicurezza, che rafforzano la sicurezza civile. «Quando si parla di sicurezza cibernetica – ha chiarito il ministro – non è possibile distinguere mondo militare e civile. In una dimensione internazionale, abbiamo il dovere di una sicurezza condivisa che non può prescindere dagli spazi cibernetici. La sicurezza di ogni Stato Nato contribuisce alla sicurezza dell’alleanza». La proposta Trenta potrebbe destare perplessità e critiche da parte della Casa Bianca.

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