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alta velocità, ora il Cts ci ripensa (MF)

E se l’innalzamento all’80% dei posti disponibili sui treni ad alta velocità fosse un falso problema? Sembra una provocazione, ma non lo è a guardare i numeri sul fronte viaggiatori che circolano tra gli operatori ferroviari.

Oggi, come dimostra pure la crisi paventata da Italo che trasporta una mass media di 20 mila viaggiatori al giorno dai 60 mila pre-Coronavirus, la domanda è ferma al 30%. Come dire che i treni viaggiano semivuoti non perché c’è l’obbligo di non riempirli oltre il 50%, ma perché mancano i viaggiatori. Il Comitato tecnico scientifico, che martedì scorso ha gelato le speranze dell’ad di Italo, Gianbattista La Rocca, sembra comunque orientato a ripensarci e a concedere l’agognato innalzamento del tetto. L’anticipazione è arrivata qualche giorno fa, a sorpresa, dalla sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, che durante la trasmissione «Oggi è un altro giorno» su Rai1, afferma che «il Cts è orientato a uniformare tutto», riferendosi al dislivello fra treni regionali, con capienza consentita all’80%, e quelli ad alta velocità, inchiodati al 50%. Aspettando che il mercato torni alla normalità, non prima di metà 2021 secondo le stime di FS nell’ultima relazione finanziaria, l’innalzamento potrebbe servire almeno a compensare, offrendo più posti, quelle poche tratte su cui c’è più richiesta. In generale, a latitare è ancora la clientela business dei viaggi da Roma a Milano e viceversa. Va meglio, invece, sulle rotte intermedie, tendenza che FS ha subito intercettato per tutta l’estate, diversificando le tratte e rafforzando quelle turistiche, in particolare sulle direttrici tirreniche e adriatiche, riuscendo cosi a trasportare 24 milioni di viaggiatori da giugno ad agosto.

Il Frecciarossa è stato impiegato pure su tratte non coperte dall’alta velocità per garantire collegamenti non stop, fino a Lecce per esempio. Sono cifre non trascurabili nella prima estate segnata dal Coronavirus, nella quale – stando a dati dell’Enit – solo 6 italiani su 10 sono andati in vacanza. Quella stessa velocità di reazione ritornerà utile oltretutto ora, visto che il gruppo guidato dall’ad Gianfranco Battisti ha davanti una finestra cruciale per ricalibrare l’offerta: dal 15 ottobre, quando dovrebbe terminare lo stato di crisi e ci si attende una ripresa dei viaggi d’affari, a dicembre, con l’avvio del nuovo orario dell’offerta FS. Nel frattempo, la parola chiave è resilienza, sostenuta pure dal taglio dei costi, visto che l’ombrello pubbico non copre certo le Frecce, che sono attività a mercato esattamente come Italo.

fch

   

(END) Dow Jones Newswires

September 18, 2020 03:26 ET (07:26 GMT)

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