Analisi costi-benefici costruita per bocciare la Tav

L’unica cosa che i praticanti dell’Analisi Costi Benefici (ACB) non possono dire è di essere dei semplici «contafagioli». Il contafagioli usa i numeri per contare oggetti conosciuti. Probabile che voglia contare separatamente borlotti e cannellini, ma non ha l’onere di definire cosa sia un borlotto o un cannellino. A ciò ha provveduto il botanico, secoli prima.

Non così neutrale il compito di chi si accinge all’ACB. I numeri su cui si esercita deve in buona parte costruirseli. Deve scegliere quali siano i costi rilevanti, per esempio quelli dell’intera linea tra Torino e Lione (indipendentemente da chi li deve sostenere) oppure quelli che dovrà sostenere l’Italia oppure – come sembra abbiano fatto i 5/6 degli esperti del ministro Toninelli – i costi per costruire una linea tra Torino e Saint Jean de Maurienne. Dovrà poi fare una stima della domanda. Non è cosa semplice, specie su un orizzonte temporale lungo e per grandi progetti, che possono impattare su spostamenti di persone e merci in un corridoio di centinaia di chilometri e che attraversa diversi paesi, come il corridoio 5 in cui si inserisce il Tav.

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