Area B, imprese della logistica: poca chiarezza, così chiudiamo

«Area B? Sì, sì, ho presente. L’ho letto stamattina». Un autista sta sostando nel parcheggio di Ont, una piattaforma logistica da 100mila metri quadri nella periferia nord di Milano. Viene dall’hinterland e fa avanti e indietro tutti i giorni, per lavoro, verso il perimetro coperto oggi dalla «più grande Ztl di Europa». In teoria dovrebbe conoscere bene, o almeno conoscere le regole del nuovo divieto di accesso ai veicoli più inquinanti. Ma quando gli si chiede come funzioni, risponde candidamente: «Non lo so». Il suo caso è un esempio, fra i tanti, della confusione normativa che incombe sul settore più toccato dalla stretta: la logistica, l’industria che smuove (anche) su gomma la merce in ingresso e in uscita da Milano. Il cuore di una regione che, a sua volta, assorbe oltre un quinto delle imprese del settore, il 29% degli addetti e ha generato nel 2016, sull’onda di Expo, un fatturato di 20 miliardi di euro.

Area B è diventata nota per il blocco progressivo alle automobili a diesel, al debutto il 25 febbraio con lo stop di alcune vetture a benzina (Euro 0) e diesel (Euro 1,2,3). Ma le imprese sono preoccupate soprattutto per il divieto di ingresso di veicoli ingombranti, sopra ai 12 metri, da lunedì al venerdì e per l’intera giornata lavorativa.

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