Atene blocca la privatizzazione di 2.300 siti archeologici greci

MILANO – A tutto c’è un limite. E il governo greco, dopo la protesta dei maggiori esperti nazionali d’arte ellenistica, ha deciso di bloccare la privatizzazione di 2.330 siti archeologici, un’operazione che rischiava di mandare all’asta tesori come il Palazzo di Cnosso a Creta, diversi musei e decine di monumenti diventati patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Tutti questi beni, in base agli accordi presi con l’ex Troika nel 2015, avrebbero dovuto essere trasferiti nelle prossime settimane sotto il cappello del “Fondo immobiliare di stato”, una società di diritto privato controllata dal tesoro ma incaricata di valorizzare  – se necessario anche con la vendita – i beni posseduti. L’esecutivo guidato da Alexis Tsipras ha più volte negato l’intenzione di metterli all’asta. Ma l’idea che templi, cariatidi e opere d’arte con duemila anni di vita finissero in un unico…
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