Auto, ecobonus al via in sordina. Impennata di import parallelo

Se si contassero anche le importazioni parallele, a febbraio il mercato dell’auto non avrebbe perso il 2,34%, ma guadagnato lo 0,67%. È l’effetto dell’ecotassa, che ha spinto molti operatori acorrere per anticipare le immatricolazioni, per avere la certezza di sottrarre più vetture possibile al nuovo tributo sull’acquisto. Molto più lento l’andamento dell’ecobonus, entrato anch’esso in vigore ieri: com’era prevedibile, nelle concessionarie non si è registrato alcun particolare aumento d’interesse per i modelli elettrici e ibridi plug-in, che beneficiano del contributo. Nel Governo c’è chi pensa a incentivi per una platea più ampia. Piuttosto, gli operatori sono sempre preoccupati per le modalità applicative, sia dell’ecotassa sia dell’incentivo.

L’effetto-ecotassa
Secondo le elaborazioni di Dataforce sui dati del ministero delle Infrastrutture, a febbraio le importazioni parallele (autovetture immatricolate all’estero negli ultimi sei mesi e ritargate in Italia) sono state 19.066, contro le 13.595 del febbraio precedente. Un’impennata di oltre il 40%, dovuta all’esigenza di anticipare il più possibile le immatricolazioni per far sì che avvenissero prima di ieri, data di entrata in vigore dell’ecotassa.

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