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B.Mps: cessione passerà al vaglio Parlamento perché lo prevede la legge (MF)



di Davide Zanichelli – deputato M5S commissione finanze

Il futuro del Monte dei Paschi di Siena, controllato dal 2017 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, non potrà essere discusso solamente in qualche ufficio nella distrazione generale ma dovrà assolutamente arrivare in Parlamento.

Sono diversi gli elementi che rendono questo dossier scottante, non ultimo il fatto che alla guida di Unicredit, il player individuato dal Mef per procedere allo «spezzatone», c’è Pier Carlo Padoan, che era Ministro nei mesi in cui il Tesoro ne acquisiva la partecipazione.

In queste settimane il segretario dello stesso partito con cui nel 2018 Padoan è stato eletto in Parlamento, Enrico Letta, è candidato proprio nel seggio di Siena. Il Partito Democratico è da anni costantemente parte della maggioranza parlamentare – fatta salva la breve finestra temporale del Conte 1 – e, con il Ministro Gualtieri a inizio 2021, è stato introdotto lo strumento delle Dta (deferred tax asset, le imposte anticipate che si trasformano automaticamente in crediti di imposta in caso di perdite fiscali, ndr) a vantaggio delle aggregazioni bancarie che risulterà fondamentale per la chiusura dell’accordo.

A differenza delle precedenti crisi bancarie gestite nei governi Renzi-Gentiloni, noi del M5S riteniamo che per Mps serva dal Governo un cambio di passo all’insegna della trasparenza, e questo ora lo dice la Legge.

È infatti previsto dal comma 243 della legge di Bilancio 2021, presentato alla Camera dal sottoscritto e da altri colleghi della commissione Finanze del M5S e di Leu, che il Ministro «riferisce preventivamente alle Camere in ordine a eventuali operazioni di aggregazione societaria o di variazione della partecipazione detenuta dal Ministero dell’economia e delle finanze in Banca Monte dei Paschi di Siena Spa». Ecco perché il Ministro Franco dovrà riferire in Parlamento, il luogo deputato a una seria discussione pubblica sul dossier.

Nel merito, la strada intrapresa dal Mef con Unicredit, oltre alle perplessità metodologiche anticipate nelle prime righe sul possibile conflitto di interessi e le porte girevoli tra politica e banche desta altre perplessità su cui vorrei entrare nel merito.

Nello specifico:

1) Sembra che purtroppo il governo abbia abbandonato l’opportunità di rilanciare Mps (nella quale sono stati investiti miliardi di euro dello Stato) come banca pubblica.

2) Percorrendo questa strada viene abbandonato parzialmente il concetto che «se lo Stato mette i soldi, allora lo Stato acquisisce il controllo». Se l’iniziativa andasse in porto così com’è disegnata, il Mef «baratterebbe» il controllo del Monte per una percentuale sostanzialmente ininfluente in Unicredit.

3) Desta perplessità il fatto d’aver scelto, forse frettolosamente, un player singolo, quando, anche per evitare squilibri e singoli possibili favoritismi, sarebbe stato meglio aprire un tavolo con le principali banche del Paese e trovare una soluzione alla pari, cosa che avrebbe anche fatto cadere buona parte delle perplessità che aleggiano rispetto a Unicredit.

È serio il rischio che il marchio della banca più antica del mondo si vada a perdere definitivamente, quando si potrebbe comunque conservare il nucleo toscano dell’istituto al servizio, come banca commerciale, del territorio a cui è legato. Soluzione che darebbe anche maggiori garanzie sugli aspetti occupazionali.Ecco perché ritengo che Daniele Franco avrebbe dovuto dapprima raccogliere gli indirizzi politici, dato che il Monte è controllato dallo Stato (e dunque in ultima istanza dal Parlamento), e successivamente aprire un tavolo con i principali istituti del Paese, cercare con questi la più ampia partecipazione al fine di concordare con loro una strada risolutiva e di rilancio per la banca che salvaguardi il sistema, il marchio, i lavoratori del tessuto toscano e – a quel punto – confrontarsi più serenamente in Parlamento.

fch

(END) Dow Jones Newswires

August 03, 2021 02:19 ET (06:19 GMT)

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B.Mps: sale will be examined by Parliament because the law provides for it (MF)

by Davide Zanichelli - deputy M5S finance committee

The future of Monte dei Paschi di Siena, controlled since 2017 by the Ministry of Economy and Finance, cannot be discussed only in some office in the general distraction but must absolutely arrive in Parliament.

There are several elements that make this dossier hot, not least the fact that at the helm of Unicredit, the player identified by the Mef to proceed with the "segment", is Pier Carlo Padoan, who was Minister in the months in which the Treasury acquired it. the partecipation.

In recent weeks, the secretary of the same party with which Padoan was elected to Parliament in 2018,