Banche: Eba, capitale sufficiente per coprire perdite 2019


Le banche Ue sono entrate nella crisi sanitaria causata dal Covid-19 con forti riserve di capitale e liquidità e hanno gestito la pressione sulle capacità operative attivando i loro piani di emergenza. La crisi dovrebbe incidere sulla qualità degli attivi e, quindi, sulla redditività futura. Ciononostante, il capitale accumulato dagli istituti di credito negli ultimi anni insieme alla riduzione di capitale fornita dalle autorità di regolamentazione ammonta in media a 5 punti percentuali al di sopra dei requisiti patrimoniali complessivi (Ocr). Questa riserva di capitale dovrebbe consentire alle banche di resistere alle potenziali perdite di rischio di credito derivanti da un’analisi basata sullo stress test 2018.

E’ quanto si legge nella valutazione preliminare pubblicata dall’Eba circa l’impatto di Covid-19 sul settore bancario dell’Ue.

Le banche – prosegue l’autorità bancaria europea – sono entrate nella crisi Covid-19 più capitalizzate e con una migliore liquidità rispetto alle crisi precedenti. Contrariamente alla crisi finanziaria globale (Gfc) nel periodo 2008-2009, detengono ora maggiori riserve di capitale e liquidità. Il coefficiente di capitale primario di classe 1 (Cet1) è aumentato dal 9% nel 2009 a quasi il 15% a partire dal quarto trimestre 2019, includendo un buffer di gestione al di sopra dei requisiti patrimoniali complessivi. Oltre agli ampi buffer di gestione, le misure relative al capitale messe in atto dai regolatori dell’Ue per mitigare gli effetti della crisi libereranno circa il 2% degli Rwa. Allo stesso modo, prima dello scoppio della pandemia, i rapporti di copertura della liquidità delle banche (Lcr) erano in media vicini al 150%, significativamente al di sopra del minimo regolamentare.

Quel che è certo è che la crisi di Covid-19 avrà un impatto negativo sulla qualità degli attivi. E’ probabile che le banche debbano affrontare volumi crescenti di crediti deteriorati (Npl), che possono raggiungere livelli simili a quelli registrati all’indomani della crisi del debito sovrano. Un’analisi di sensibilità basata sullo stress test Eba 2018 suggerisce che le perdite del rischio di credito potrebbero ammontare fino al 3,8% degli Rwa. Pertanto, il settore bancario dovrebbe in media contare su un capitale sufficiente per coprire potenziali perdite nel più grave shock del rischio di credito mantenendo un buffer equivalente a 1,1 punti percentuali di Rwa al di sopra del loro Ocr.

Le garanzie statali introdotte in molte giurisdizioni potrebbero attenuare questo impatto, mentre gli orientamenti dell’Eba sulla moratoria dei prestiti eviteranno la classificazione automatica delle esposizioni interessate come forborne o inadempienti. Ciononostante, le banche dovrebbero assicurare che la corretta valutazione del rischio continui ad essere eseguita. La misura in cui le banche saranno colpite dovrebbe differire ampiamente, a seconda dell’evoluzione della crisi, del livello di capitale iniziale di ciascuna banca e dell’entità delle loro esposizioni verso i settori più colpiti. Le autorità competenti dovrebbero riuscire ad affrontare rapidamente qualsiasi debolezza idiosincratica che potrebbe essere aggravata dall’attuale crisi.

cce

claudia.cervini@mfdowjones.it

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