Banco Bpm: utile netto 1* sem a 150,2 mln (603 mln 1* sem 19)


Banco Bpm: utile netto 1* sem a 150,2 mln (603 mln 1* sem 19) 

Banco Bpm ha chiuso il primo semestre con un utile netto di
periodo pari a 105,2 milioni euro, rispetto al risultato netto di
603 milioni registrato nello stesso periodo del 2019. Al netto
delle componenti non ricorrenti, l’utile del semestre ammonta a
128,4 milioni rispetto a 300,8 milioni del 30 giugno 2019
(-57,3%).

Il margine di interesse si attesta a 953,6 milioni (1.011,3
milioni in 2019), le commissioni nette ammontano a 816,9 milioni
(-8% a/a), il risultato netto finanziario è pari a 124,1 milioni,
il totale dei proventi operativi ammonta a 1.996,5 milioni (-4,7%
a/a). Le rettifiche di valore su attività materiali ed immateriali
ammontano complessivamente a 123,1 milioni, rispetto a 131,1
milioni del 30 giugno 2019. Il totale degli oneri operativi risulta
pari a 1.248,7 milioni con una riduzione del 4,3% rispetto al primo
semestre 2019. Il risultato della gestione operativa risulta
pertanto pari a 747,8 milioni in calo di 41,2 milioni (-5,2%)
rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio.

La raccolta diretta ammonta a 114,4 miliardi (+5,1% a/a), quella
indiretta al netto dei certificates a capitale protetto, è pari a
88,4 miliardi (-1,5% a/a), le attività finanziarie ammontano a 43,9
miliardi (+18,4% a/a), gli impieghi netti in favore di la clientela
ammontano a 108,4 miliardi, in aumento di 2,5 miliardi rispetto al
dato del 31 dicembre 2019. Le esposizioni nette deteriorate
ammontano a 5,4 miliardi ed evidenziano una diminuzione di 145
milioni (-2,6%) rispetto al 31 dicembre 2019. Il Common Equity Tier
1 ratio phased-in è pari al 14,73% rispetto al 14,44% del 31 marzo
2020; il Tier 1 ratio è pari al 15,96% rispetto al 15,67% del 31
marzo 2020, dato quest’ultimo che aveva già beneficiato
dell’emissione di un bond Additional Tier 1 di nominali 400 milioni
nel mese di gennaio. Il Total Capital ratio è pari al 17,94%
rispetto al 17,78% del 31 marzo 2020.

Secondo il management, il generale quadro continua ad essere
caratterizzato dagli effetti della peggiore recessione dal
dopoguerra e, in tale scenario problematico, l’economia italiana,
data la propria struttura, la presenza di un debito pubblico già
elevato ed il peso relativo di settori, quale il turismo,
particolarmente colpiti dalla crisi sanitaria in atto, si dimostra
essere tra quelle più fragili a livello europeo, nonostante oggi il
nostro Paese presenti livelli di contagio tra i più contenuti. Le
stime macroeconomiche più recenti, che ancora però non fattorizzano
i probabili miglioramenti legati al Recovery Fund, mostrano un
recupero solo parziale negli anni a venire di quanto perso nel
2020.

Stante questo contesto, si dichiara che gli obiettivi del Piano
Strategico 2020-2023 del Gruppo, annunciati inizialmente di marzo, a
differenza delle principali linee guida di sviluppo del business,
non sono più da considerarsi attuali, in quanto elaborati sulla
base di ipotesi formulate prima della diffusione su scala
planetaria della pandemia da Covid-19, in uno scenario
macroeconomico diverso da quello che va determinandosi di giorno in
giorno. Il Gruppo procederà pertanto alla predisposizione di un
nuovo Piano Strategico una volta che il quadro prospettico sarà
meglio definito, così da poterlo basare su nuovi e più aggiornati
presupposti sia macroeconomici che di settore.

L’andamento operativo della seconda parte dell’esercizio è
atteso in miglioramento rispetto al primo semestre in particolare
grazie all’evoluzione del margine di interesse, che beneficerà
pure dell’incremento della contribuzione riveniente dall’utilizzo dei
stanziamenti Bce, e al contenimento dei costi operativi che
costituirà una delle principali priorità di azione. Relativamente
alla qualità del credito il Gruppo, nonostante la dinamica
fisiologica del relativo costo nel trimestre sia risultata
sostanzialmente allineata alle attese e il trend di flusso in
ingresso nelle categorie di credito deteriorato, a tutto luglio,
non abbia evidenziato particolari accelerazioni, ha anticipato il
possibile impatto derivante dal peggioramento dello scenario,
opportunamente corretto per tenere conto degli effetti di
mitigazione delle misure di sostegno concesse alla clientela
(garanzie pubbliche e moratorie), incrementando ulteriormente le
provisions sul portafoglio in bonis. Gli effetti di queste
valutazioni saranno comunque oggetto di costante verifica in
funzione dell’evoluzione del quadro macroeconomico prospettico.
Salvo ulteriori peggioramenti dello scenario che, considerate
l’eccezionalità e l’incertezza del contesto attuale, non possono
essere esclusi, la solida posizione patrimoniale del Gruppo, unita
alla capacità di generare organicamente capitale, non precluderà
una remunerazione sostenibile degli azionisti subordinatamente alle
indicazioni che verranno fornite dalla Banca Centrale Europea (BCE) in merito alla
distribuzione di dividendi successivamente al 1* gennaio 2021.

com/lab

(END) Dow Jones Newswires

August 06, 2020 12:00 ET (16:00 GMT)

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