Bandi ancora in stallo, per rinviare serve una lettera a Parigi e Bruxelles

La partita vera e stringente – quella dei bandi di gara per 2,3 miliardi che la società concessionaria italo-francese Telt deve varare entro lunedì prossimo per non perdere 300 milioni di fondi europei al progetto della Torino-Lione – resta in stallo. Non solo politicamente, con Lega e M5S su fronti opposti. Ma anche tecnicamente. Si tratta, infatti, di dipanare un groviglio di passaggi procedurali e trovare una via che consenta una tregua interna ed esterna.

Anzitutto, bisogna sgomberare il campo dal fatto che i consiglieri italiani di Telt possano lunedì bloccare l’approvazione dei bandi di gara sulla base di una semplice pressione o di un indirizzo politico. Due settimane fa, dopo il cda della società che aveva rinviato la decisione per attendere le decisioni del governo italiano, Bruxelles ha inviato una lettera formale al cda diffidando la società a rinviare ancora, pena la perdita dei primi 300 milioni di fondi Cef. Cosa molto grave non solo per il progetto, ma anche per i consiglieri che – lo conferma il parere dell’Avvocatura – potrebbero subire un’azione per danno erariale.

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