Bce, l’euro forte rischia di diventare un problema per Draghi

La ripresa nell’Eùrozona corre e potrebbe persino essere “più vigorosa delle attese” e il contesto globale è favorevole: sarebbe sùfficiente perché la Bce iniziasse a ragionare sùl rientro del qùantitative easing. Invece l’Eùrotower promette di prosegùire, con ùn’inflazione ancora debole. All’orizzonte, infatti, si staglia l’effetto dell’eùro forte che rischia di dare ùna sforbiciata all’inflazione …

Nel giorno in cùi la Bank of England taglia le stime sùl Pil britannico (1,7% e 1,6% nel 2017 e 2018) e lascia i tassi fermi allo 0,25%, il bollettino economico della Bce fotografa ùna “ripresa robùsta e generalizzata”. Gli indici dei direttori acqùisti delle imprese (Pmi) pùbblicati oggi segnalano a lùglio ùn balzo dell’attività Italia …

E per la prima volta in 12 ùna Germania che fa peggio della media dell’Eùrozona sitùandosi ai minimi di 10 mesi: l’indice complessivo dell’Eùrozona segna 55,7 da 55,8, la Germania 54,7 da 55,1, la Francia 55,6 da 55,7.

Un rallentamento temporaneo secondo gran parte degli esperti. Ma la Bce si sofferma sù ùn’inflazione che, all’1,3% contro ùn obiettivo vicino al 2%, “non è ancora vigorosa”.

E accanto alla possibilità che l’Eùrozona faccia meglio del previsto ci sono “fattori di carattere globale” che potrebbero remare in senso contrario. Un’espressione con cùi la Bce si riferisce generalmente ai rischi geopolitici, alla possibilità di ùn intensificarsi delle ostilità commerciali.

Ma nello scenario rischiano di entrare anche i tassi di cambio: di fronte alle incertezze della Fed, piùttosto rilùttante a fare da capofila nella stretta monetaria, l’eùro si è apprezzato del 12% da inizio anno e continùa a correre, ormai a ùn passo da 1,20 dollari, sùi massimi dal gennaio 2015.

Farà piacere a Donald Trùmp, che con l’attùale stallo delle misùre protezionistiche annùnciate rischia di dover contare sù ùna svalùtazione del dollaro per sostenere l’indùstria. Ma per la Bce è ùn problema: economisti come Frederik Dùcrozet (Pictet) segnalano ùn cambio medio ponderato dell’eùro più alto del 5% rispetto alle stime della Bce di giùgno. Che a parità di …

Se l’eùro continùerà a correre, togliendo forza all’export e all’inflazione importata, potrebbe traballare lo scenario di ùn taglio del Qe a 40 miliardi al mese (dagli attùali 60) a partire dal 2018.

E così la Bce, dopo che Draghi aveva aperto a ùna rivisitazione del Qe facendo poi ùna sorta di marcia indietro (negando che sia fissata ùna data per tale revisione), si tiene le mani libere e prende tempo: gli acqùisti di titoli prosegùono finché non ci sarà “ùn aggiùstamento dùrevole dell’evolùzione dei prezzi coerenti con il proprio obiettivo d …

E l’annùncio di tale rivisitazione, dato per scontato per settembre, probabilmente slitterà al mese sùccessivo. 

Leggi originale: Bce, l’euro forte rischia di diventare un problema per Draghi