Beirut, la folla occupa i palazzi del potere e brucia i ritratti del presidente: “Il ministero degli Esteri sarà la sede della rivoluzione”


Beirut, la folla occupa i palazzi del potere e brucia i ritratti del presidente: “Il ministero degli Esteri sarà la sede della rivoluzione” 

L’assalto ai palazzi del potere

Oltre alla sede della diplomazia, trasformata nel “quartier generale della rivolta”, sono stati presi d’assalto pure i ministeri dell’Economia e dell’Ambiente così come la sede dell’associazione delle banche. Non ce l’hanno fatta invece a raggiungere il Parlamento protetto da un cordone di sicurezza di polizia ed esercito. 

La polizia in assetto antisommossa ha sparato i lacrimogeni contro quanti lanciavano oggetti e tentavano di superare le barriere per avvicinarsi all’edificio. I dimostranti sono stati respinti dall’area del Parlamento ma hanno fatto irruzione nella sede del ministero degli Esteri dove hanno rimosso e bruciato le foto del presidente della Repubblica Michel Aoun, ripresi dalla tv libanese al Jadid.

La rabbia della piazza non ha risparmiato nessuno. “Siete tutti assassini”, hanno ripetuto i cittadini, che si sono presentati con i manichini dei principali “imputati” per la tragedia nel porto e per il fallimento di Stato: Il governatore Michel Aoun, il primo ministro Hassan Diab e il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah considerato un discendente del profeta Maometto: “Tutti da impiccare”. In centinaia hanno scandito “Hezbollah terrorista” scatenando l’ira dei militanti islamisti che hanno tentato di sfondare il cordone degli agenti di pubblica sicurezza e attaccare i ribelli senza riuscirci.

In fiamme un palazzo davanti al Parlamento

I manifestanti di Beirut hanno dato alle fiamme un edificio davanti al Parlamento. Lo rende noto Al…

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