Bitcoin per pagare lo skipass: a Sankt Moritz arrivano le criptosciate

Repubblica

Criptosciate, da quest’anno, a Sankt Moritz. La stazione invernale svizzera si è, infatti, convertita al Bitcoin. A dir la verità, almeno nella Confederazione, è l’unica ad aver compiuto il passo verso la moneta virtuale, dimostrando una notevole fiducia nei confronti di un metodo di pagamento tanto innovativo quanto ancora sperimentale.
“Tutti parlano di digitalizzazione, noi abbiamo deciso di essere dei precursori in questo campo”, ha spiegato, alla tv pubblica elvetica, Markus Meilli, direttore dell’Ente Turistico della località grigionese. Insomma, a Sankt Moritz si sono forse presi un rischio, se si considerano le oscillazioni che, nell’ultimo anno hanno contraddistinto il corso della criptovaluta, passato da 1000 a 17 mila dollari in 12 mesi. Tuttavia lo hanno fatto dimostrando, ancora una volta, il tradizionale senso degli svizzeri per gli affari. Dice, infatti, ancora Markus Meilli che “contrariamente ad altri pagamenti elettronici, ovvero quelli con le carte di credito, con il bitcoin non c’è alcun intermediario cui lasciare parte del guadagno”. “Inoltre-fa ancora presente il boss dell’Ente Turistico di Sankt Moritz -anche con il cambio franco-euro abbiamo avuto non pochi problemi”.
Assolutamente contrari alla valuta virtuale sono, invece, i responsabili di Lenzerheide, altra importante stazione invernale del Canton Grigioni. Il santo non…

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Repubblica