Bloxhub, il tecnopolo danese dove si studia la città del futuro

Un punto d’incotrno tra aziende, start up e istituzioni pubblici. Con l’unico obiettivo di studiare soluzioni per rendere più vivibili le città del futuro. Con questo obiettivo nel 2018 è entrato in funzione Bloxhub, il tecnopolo a pochi passi dal centro di Copenaghen. Un modello che può servire anche a Roma, tanto che l’Unindustria (l’associazione delle imprese del Lazio) ha organizzato una missione nella capitale danese: l’obiettivo era raccogliere spunti utili anche per Roma. Da qui la visita al termovalorizzatore Amager Bakke e nel Bloxhub.

Partnership pubblico-privata
Bloxhub è nato dalla alleanza di tre istituzioni: il comune di Copenaghen, il ministero dello Sviluppo economico danese e Realdania, una associazione filantropica con 150mila membri, nata nel 2000 con un fondo di 2,7 miliardi di euro. Il realtà il finanziamento per la costruzione di Bloxhub (400 milioni di euro) è arrivato solo da Realdania, con comune e ministero a dare il loro supporto alle attività. Dentro Bloxhub ogni giorno lavorano 92 aziende (anche se le imprese che hanno una relazione con il tecnopolo salgono a oltre 300), pari a 600 persone. Nei suoi 9mila metro quadri trovano posto anche un centro fitness, un ristorante e 20 appartamenti.

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