Bollette luce e gas: cosa c’è da sapere quando si cambia fornitore

Alzi la mano chi non ha avuto problemi nel cambiare fornitore per l’energia elettrica il gas. Spesso il nodo è rappresentato dai tempi per i quali forse non tutti sanno che l’Italia ha incassato anche una procedura d’infrazione da parte dell’Europa per i passaggi eccessivamente dilatati nell’elettrico. La svolta è così arrivata nel 2016 con il passaggio di tutte le operazioni sotto il Sistema Informativo Integrato, la banca dati delle anagrafiche e dei dati di consumo dei clienti energetici realizzata e gestita dall’Acquirente Unico, in modo da garantire tempi più veloci e maggiore semplicità per gestire il cambio del fornitore di energia. E, da novembre, anche il gas si è allineato al sistema già previsto nell’elettrico. Ma cosa succede quando si cambia venditore? Ecco tutte le tappe, dalla richiesta al passaggio a un diverso operatore.

La stipula del nuovo contratto
Immaginiamo di aver stipulato un nuovo contratto con l’operatore Alfa lasciando Beta. Nel contratto che firmiamo con Alfa è indicata la data di switching (cioè quando sarà effettivo il cambio di fornitore), che deve sempre coincidere con il primo giorno del mese. Vista la decorrenza della data, il nuovo fornitore si attiva per rispettarla in una sorta di percorso a ritroso. Nel nostro esempio, immaginiamo che sia il 1° dicembre.

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