Borsa Milano chiude in rialzo, forti acquisti su Atlantia e Leonardo, male TIM


Mercato azionario

MILANO, 8 gennaio (Reuters) – Piazza Affari chiude in rialzo nonostante i venti di guerra che spirano in Medio Oriente dopo la rappresaglia iraniana nella notte contro gli Stati Uniti, con il bombardamento di due basi irachene che ospitano truppe Usa, in risposta all’uccisione del generale Qassem Soleimani.

“I mercati salgono, ma non si comprendono i motivi, viste le tensioni geopolitiche in corso. I volumi sono ancora contenuti, quasi da giornata festiva”, osserva un trader.

Funzionari iraniani hanno detto che Teheran non vuole una guerra e che gli attacchi sono l’ultimo atto della risposta all’uccisione di Soleimani, mentre il presidente Usa, Donald Trump, ha reso noto che non ci sono state vittime fra i soldati americani.

Ritracciano i prezzi del petrolio dopo il balzo delle ultime sedute.

Atlantia (MI:ATL) star del listino guadagna il 3,93% sulle speranze che i colloqui con il governo evitino la revoca della concessione.

Per contro pesante Telecom Italia (MI:TLIT) che lascia sul terreno il 2,9%. Un trader cita il downgrade di un importante broker italiano, mentre JP Morgan (NYSE:JPM) ha portato il prezzo obiettivo a 72 da 71 centesimi. Lo stoxx tlc europeo cede lo 0,3%. Un trader cita anche le indiscrezioni di stampa sulla ripresa di contatti fra il Ceo di Cdp e i vertici di Tim ed Enel (MI:ENEI) per fare ripartire i negoziati sulla rete unica, “una notizia che dovrebbe essere positiva”, osserva.

I timori di un conflitto e il balzo dei titoli delle difesa Usa premiamo Leonardo (+2,99%). Il titolo registra un balzo di oltre l’8,5% da inizio anno.

Bancari positivi con Banco Bpm (MI:BAMI) in salita dello 0,61%, Unicredit (MI:CRDI) +1,3%. Debole, invece, Intesa (MI:ISP). Acquisti più evidenti nel risparmio gestito, con in testa Banca Mediolanum (MI:BMED) a +2,33% circa, sostenuto anche dalla conferma della cedola straordinaria sui risultati 2019. Sempre sotto i riflettori Azimut (MI:AZMT) in salita del 2,4%.

Tra gli industriali FCA (MI:FCHA) perde l’1,3%.

Petroliferi in discesa dopo il calo del prezzo del greggio. Eni (MI:ENI) cede lo 0,8%, mentre Saipem (MI:SPMI) balza dello 0,99%.

Acquisti, infine, sul settore utility con Italgas (MI:IG) che termina in crescita del 2,2% e A2A (MI:A2) dell’1,94%.