Borsa Milano chiude negativa, ma evita crollo su speranza contenimento virus


Mercato azionario

MILANO, 2 marzo (Reuters) – Le dichiarazioni del direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, secondo cui l’Italia può ancora contenere il contagio da coronavirus, unite alle attese di una call dei ministri delle Finanze del G7 domani hanno consentito a Piazza Affari di evitare un nuovo lunedì nero. Gli indici hanno comunque chiuso in deciso calo, i peggiori in Europa, ma ben sopra i minimi di seduta quando il Ftse Mib è arrivato a cedere circa il 4%.

“Queste notizie hanno fatto scattare le ricoperture da parte degli investitori anche se la borsa resta in balia dell’emergenza coronavirus. Inoltre, i book sono abbastanza vuoti e si fa presto a muovere gli indici”, osserva un trader.

Ad aiutare i mercati anche il rimbalzo di Wall Street con il Dow Jones che sale di oltre il 2%.

Vendite copiose un po’ su tutto il listino. Le più vendute le banche penalizzate dalle attese di un ulteriore taglio dei tassi da parte della Bce per stabilizzare i mercati finanziari.

BANCARI in caduta con lo spread Btp-Bund che ha toccato un massimo intorno ai 190 punti base per chiudere a 177. Le più penalizzate sono le banche di medie dimensioni che avevano guadagnato terreno qualche settimana fa al momento dell’annuncio dell’Ops Intesa su Ubi Banca (MI:UBI) grazie ad attese di un’accelerazione del consolidamento. Banco Bpm (MI:BAMI) -6,3%, Bper (MI:EMII) banca -5,39%, Pop Sondrio -5,56%, Credito Valtellinese -5,91%. Ubi Banca arretra del 5,4%.

Pesanti anche le big Intesa Sanpaolo (MI:ISP) e Unicredit (MI:CRDI) che calano rispettivamente del 2,13% e del 4,4%.

Positivi i titoli anticiclici come Snam (MI:SRG) (+0,56%) e Terna (MI:TRN) (+1,37%).

Qualche spunto anche sul lusso con Crubello Cucinelli (MI:BCU) che balza del 3,1% dopo i recenti ribassi legati ai timori di impatto sui consumi a causa del coronavirus.

Forti ribassi anche per i titoli petroliferi nonostante il rimbalzo del prezzo del Brent quest’oggi. Saipem (MI:SPMI) lascia sul terreno il 3,13%. Morgan Stanley (NYSE:MS) ha tagliato il prezzo obiettivo a 5,8 euro da 6,3 euro. Maire Tecnimont cede il 2%, mentre è cedente Eni (MI:ENI) (-0,36%).

Male anche la Lazio (-6,96%), in testa alla classifica ma con le altre inseguitrici che devono recuperare delle partite, come la Juvntus (-5,2%).

(Giancarlo Navach, in redazione a Milano Sabina Suzzi)

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