Borsa Milano positiva, meglio di Europa dopo Bce, denaro su Tim, Snam, A2A, in rosso Fca


Mercato azionario

MILANO, 19 marzo (Reuters) – Prosegue al rialzo Piazza Affari, mentre si ferma la corsa degli altri mercati europei, nel classico rimbalzo tecnico. Bisogna vedere come aprirà Wall Street, dopo il nuovo tonfo ieri, per capire se il trend di recupero sarà consolidato.

A fare da traino al mercato le misure annunciate nella notte dalla Bce che ha deciso di lanciare un nuovo piano di acquisti sul secondario da 750 miliardi di euro nel tentativo di fermare le turbolenze sui mercati scatenate dalla diffusione del coronavirus che sta mettendo in ginocchio l’economia della zona euro.

Aiuta anche il provvedimento della Consob di blocco alle vendite allo scoperto su tutti i titoli del listino per i prossimi tre mesi.

Ieri seduta drammatica per il debito italiano che ha visto lo spread del rendimento fra i titoli decennali italiani e tedeschi salire fino a 326 punti base e il tasso del decennale oltre il 3% per poi stringere nel finale. Oggi, grazie alle misure adottate dalla Bce, lo spread oscilla intorno ai 200 punti.

Resta l’incertezza legata alla pandemia del coronavirus e all’impatto sulle economie globali.

Analizzando i singoli titoli, ancora male Fiat Chrysler (MI:FCHA), in asta di volatilità, cede il 3,5%. Dall’inizio dell’anno il titolo perde il 55%. A pesare nelle ultime sedute l’annuncio di una interruzione temporanea della produzione a causa del virus, estesa anche agli Stati Uniti. Inoltre la società sta valutando l’impatto del temporaneo fermo alla produzione e delle altre misure relative all’emergenza coronavirus sulla guidance finanziaria. Il broker Findetiis non è sorpreso dalla prospettiva che la guidance del 2020 sarà rivista “e riteniamo che questa sia già scontata alla luce della performance del titolo da inizio anno. Il mercato sta attualmente scontando l’alto rischio che il dividendo straordinario da 5,5 miliardi euro che Fca si è impegnata a distribuire ai soci prima della fusione con Psa possa saltare o essere ridotto”.

In ripresa i bancari sempre in balia dello spread Btp-bund. Fra le big corre Unicredit (MI:CRDI), ma sotto i massimi di avvio, con una crescita del 2%, mentre Intesa Sanpaolo (MI:ISP) sale del 2,6%. Mentre torna a ritracciare il risparmio gestito colpito dalla lettera nella ultime sedute a causa delle turbolenze sui mercati con Azimut (MI:AZMT) in lieve calo e Banca Mediolanum (MI:BMED) in lieve rialzo.

Sempre forte Telecom Italia (MI:TLIT) in salita del 6% dopo il balzo del 10% circa di ieri, grazie ai livelli estremamente compressi raggiunti, e in lenta risalita dai minimi storici intorno a 30 cent. “Inoltre Tim in questa fase viene considerato come un difensivo puro e quindi si torna a comprare”, dice un broker. Il titolo si avvantaggia anche della decisione dell’Agcom di autorizzare l’attivazione di 5.000 cabinet del gruppo nelle cosiddette aree a fallimento di mercato, tagliando i tempi di autorizzazione, per fare fronte all’emergenza Covid-19. “Notizia positiva perché viene accolta la sua proposta di apertura dei propri cabinet di strada”, sottolinea un analista.

Denaro anche sui difensivi come Terna (MI:TRN) (+6,4%) e Snam (MI:SRG) (+8%), quest’ultima anche sulla scia dei risultati 2019 leggermente migliori delle attese, “con il debito che fa un po’ peggio e il dividendo in linea”, scrive un broker.

Nel settore denaro anche su A2A (MI:A2) (+9%) in attesa dei risultati del 2019 e in particolare dell’aggiornamento del piano industriale.

Eni (MI:ENI) guadagna il 2,3% dopo che ieri la major ha reso noto il ritiro della proposta di buyback per il 2020 e la revisione delle attività programmate per quest’anno e il prossimo alla luce degli sviluppi di mercato legati alla diffusione del coronavirus con una riduzione del capex. Pesa il mini-barile con il Brent che ieri è sceso sotto i 25 dollari al barile, mentre oggi rimbalza del 5,8%. Secondo Fidentiis, si tratta di una notizia positiva per Eni, “non c’è alcun riferimento al dividendo 2020 che dovrebbe essere confermato a 0,89 euro”, scrive il broker. In scia balza anche Saipem (MI:SPMI) con un +7,7%.

Strappa Atlantia (MI:ATL) con un balzo del 7,4% dopo un andamento disastroso che vede il titolo cedere il 49% circa dall’inizio dell’anno a seguito dei timori legati alla revoca delle concessioni autostradali a cui si è aggiunto lo stop dei trasporti su autostrade e aeroporti.

Infine, balzo anche per Poste Italiane (MI:PST) (+9%), mentre Nexi (MI:NEXII) è piatta, sotto il prezzo di collocamento in Borsa lo scorso aprile di 9 euro.

(Giancarlo Navach, in redazione a Roma Francesca Piscioneri)