Borsa Milano positiva, unica in Europa su effetto risiko banche, Ubi +23%, Bper -11%


Mercato azionario

MILANO, 18 febbraio (Reuters) – Piazza Affari maglia rosa in Europa al traino delle banche dopo l’annuncio nella notte dell’offerta di Intesa Sanpaolo (MI:ISP) su Ubi in un deal da 4,86 miliardi di euro. Forti rialzi per i titoli bancari, con la sola eccezione di Popolare Emilia Romagna (MI:EMII).

Sugli altri mercati continua, invece, a pesare l’impatto del coronavirus cinese e i primi effetti si vedono su Apple (NASDAQ:AAPL) che ha reso noto di non riuscire a raggiungere gli obiettivi in termini di ricavi del trimestre a causa del calo di domanda in Cina.

“Milano è premiata dalla ventata di euforia a seguito di questo annuncio che fa ripartire il risiko fra le banche anche se non tutte salgono”, osserva un trader.

Indice delle Banche italiane in netto rialzo, mentre in Europa cede l’1,7%, galvanizzate dalla mossa di Intesa che apre le danze delle fusioni per gli istituti di medie dimensioni da tempo attese dagli investitori.

Come prevedibile strappa Ubi Banca (MI:UBI) con un balzo del 23,55% a 4,31 euro sopra i valori dell’offerta carta contro carta – 1,7 nuove azioni per ogni azione Ubi, per una valorizzazione di quest’ultima pari a 4,254 euro per azione, con un premio del 27,6% sul prezzo di chiusura di venerdì scorso – lanciata da Intesa Sanpaolo, che reagisce con un +2,36%. Nella call con gli analisti il ceo, Carlo Messina, ha detto che la banca non intende alzare il prezzo dell’Ops o cambiare le condizioni.

Lascia sul terreno il 10,83% Bper, che si è impegnata ad acquistare sportelli dall’istituto che nascerà dall’integrazione e che lancerà allo scopo un aumento di capitale intorno a 750-800 milioni di euro, come ha precisato il Ceo della Popolare. “Intesa punta su Ubi e in questo contesto la Popolare dell’Emilia Romagna si prenderà 400-500 sportelli post fusione, ma deve fare un aumento di capitale importante che il mercato in questo momento non prezza”, osserva un trader.

Banco Bpm (MI:BAMI) sale del 4,78% e Mps (MI:BMPS) del 5,116%. “Con questo annuncio sono partite idee aggregative e restano libere il Banco e Montepaschi. Difatti è ripreso il risiko fra le banche”, aggiunge il trader.

Ma l’onda d’urto degli acquisti investe anche gli istituti di dimensioni ridotte: POP SONDRIO +10,34%, Credito Valtellinese +4,94%. Denaro anche su Poste Italiane (MI:PST) (+3,7%).

Sul fronte dei ribassi STM (PA:STM) recupera dai minimi di seduta e cede l’1,21% penalizzato da Apple che ha avvertito che non rispetterà la guidance di ricavi per il trimestre in corso a causa dell’impatto del coronavirus sulla produzione e sulla domanda cinese di telefonini a gennaio. “Il fatto che il titolo si stia comunque riprendendo sottolinea che il mercato lo considera come un effetto una tantum legato all’epidemia”, sottolinea un broker.

Trascurati gli industriali con Fca (MI:FCHA) in flessione dello 0,9% e Pirelli (MI:PIRC) dello 0,23%.

Il calo del prezzo del greggio, sempre legato all’impatto del coronavirus sulla domanda, pesa sul settore petrolifero con Eni (MI:ENI) in flessione dello 0,91% e Saipem (MI:SPMI) dell’1,47%.

In recupero A2A (MI:A2) (+0,8%). Un trader cita l’incremento della produzione da energia idroelettrica.

Campari (MI:CPRI) sale dello 0,8% in attesa dei risultati 2019 alla chiusura dei mercati.

In luce CIR (+2,5%), che oggi conclude le negoziazioni a Piazza Affari perché domani ci sarà il delisting del titolo a seguito della fusione per incorporazione in Cofide (+3,42%).

Fra i minori, riflettori sui titoli delle società che producono energia da fonti rinnovabili, come Alerion (+10,47%) e Flack Renew (+3,8%).

(Giancarlo Navach, in redazione a Roma Francesca Piscioneri)

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