Borsa Usa, Dow cede 800 punti su crescenti timori Wall Street per coronavirus


Mercato azionario

(Reuters) – L’indice Dow Jones cede 800 punti, con gli investitori che si sono rifugiati in asset sicuri in seguito al drastico aumento di casi di coronavirus fuori dalla Cina, alimentando i timori di un grande impatto sulla crescita globale.

Alle 16,25 italiane, il Dow Jones cede 736,99 punti, o il 2,58%, a 28.245,03, l’indice S&P 500 perde 83,63 punti, o il 2,50%, a 3.254,12. L’indice Nasdaq cede 274,37 punti, o il 2,87%, a 9.296,68.

L’oro è aumentato ai massimi di sette anni e l’inversione della curva dei rendimenti dei treasury Usa si è acuita a causa dell’aumento durante il weekend dei casi di coronavirus in Iran, Italia e Corea del Sud, alimentando i timori di una pandemia. Un’inversione della curva è tipicamente considerata come un segnale di recessione.

Tutti i 30 componenti dell’indice Dow Jones, così come gli 11 settori dell’S&P, perdono terreno. Il settore tech cede il 3,1%, il peggiore sull’indice di riferimento. Il settore delle utilities e l’immobiliare registrano le minori perdite.

Apple (NASDAQ:AAPL) cede il 3,5% dopo aver riportato un calo delle vendite di smartphone in Cina a gennaio superiore a un terzo.

“Alcuni investitori stanno ricalcolando i danni causati dall’epidemia in Cina e, più generalmente, se altre parti del mondo subiranno simili effetti dell’infezione”, ha detto Nitesh Shah, director of research di WisdomTree.

I produttori di chip emergono tra i peggiori titoli, con l’indice Philadelphia SE Semiconductor in ribasso del 3,4%.

Il settore bancario cede il 2,7%, mentre l’indice di volatilità CBOE, un barometro della volatilità di mercato prevista a breve termine, tocca i massimi di sei mesi.

Gilead Sciences avanza del 5,7%, dopo aver mostrato promettenti dati preliminari del proprio farmaco antivirale remdesivir su scimmie infettate con un virus simile al coronavirus.