Buone notizie: non ci sono più i ventenni di una volta

I ragazzi e le ragazze non leggono, non vanno al cinema, non sanno approfondire, per non parlare poi della cultura generale, non saprebbero mettere l’Uzbekistan nella cartina geografica e Caravaggio chi lo studia più!

Così dicono gli ottantenni in pensione ma ancora alla guida di quasi ogni luogo di lavoro, così ripetono i sessantenni che presidiano bene le loro poltrone: tutti allo stesso modo impegnati a scuotere la testa davanti alla barbarie che avanza.

Provando però a immergerci in quest’orda di barbari nati alla fine del secolo scorso o all’inizio del nuovo millennio, ci si accorge che la situazione è più interessante del previsto.

Si respira un’aria tonificante e insieme difficile da interpretare per una generazione cresciuta in un mondo dai confini e dalle dinamiche molto più leggibili.