Cagliari, quell’astensione bassa ma non sorprendente

È vero: si votava per sostituire un deputato dimissionario (il velista Andrea Mura) in un ramo del Parlamento (la Camera) dove la maggioranza ha numeri stabili. In gioco perciò non c’era né il governo nazionale, né quello regionale: il nuovo governatore della Sardegna sarà infatti scelto il 24 febbraio. Eppure, l’astensione dell’85% tra gli elettori cagliaritani chiamati ieri alle elezioni suppletive che hanno premiato il candidato del centrosinistra Andrea Frailis è un numero che colpisce.

«È un dato sicuramente molto basso ma in un contesto in cui la partecipazione elettorale è da anni in calo – ha commentato a Radio 24 il politologo Roberto D’Alimonte, professore di Sistema politico italiano e docente alla Luiss -.Quindi non deve sorprenderci più di tanto».D’Alimonte invita a tenere conto di un fattore: «L’importanza della posta in gioco». «L’elezione suppletiva – nota ancora D’Alimonte – viene percepita come un’elezione minore. Altra cosa è il governo del Paese, come è stato per il voto dello scorso marzo: pur calando rispetto a cinque anni prima la partecipazione fu superiore alle aspettative». Per le ultime elezioni politiche andò a votare il 73% degli elettori. In Sardegna la percentuale era stata però più bassa (65%) ma certamente lontana dal misero 15% di domenica.

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