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Canada: riapertura confine con Usa minacciata da sciopero dei doganali



Il piano del Canada di riaprire il confine ai turisti statunitensi la prossima settimana potrebbe essere nei guai poiché il sindacato che rappresenta i funzionari doganali e dell’immigrazione ha dichiarato di essere pronto a tagliare i servizi ai valichi di terra, negli aeroporti e nei porti di spedizione venerdì mattina a meno che non venga raggiunto un nuovo accordo sul contratto di lavoro.

Il blocco potrebbe stravolgere l’economia nordamericana, dati gli stretti legami della catena di approvvigionamento tra Stati Uniti e Canada. Inoltre, potrebbe infliggere un altro colpo alle imprese canadesi nei settori dei viaggi, del turismo e dell’ospitalità, le cui vendite sono crollate a causa della pandemia di Covid-19 per le restrizioni alle frontiere in vigore dal marzo dello scorso anno, che facevano affidamento su una riapertura parziale per salvare ciò che resta della stagione estiva.

Il Canada ha dichiarato il mese scorso che avrebbe riaperto i suoi confini ai cittadini statunitensi completamente vaccinati e ai residenti permanenti che attualmente vivono negli Stati Uniti che volevano entrare nel Paese per scopi turistici e ricreativi, a partire dal 9 agosto.

“Uno sciopero potrebbe dissuadere gli americani completamente vaccinati dal fare tale viaggio a causa della preoccupazione per possibili ritardi”, ha affermato Mark Agnew, vicepresidente delle politiche presso la Camera di commercio canadese.

Il dipartimento per la Sicurezza interna degli Stati Uniti ha esteso le restrizioni ai confini terrestri con Canada e Messico fino al 21 agosto.

La Public Service Alliance of Canada, che sta gestendo le trattative per i circa 9.000 dipendenti della Canada Border Services Agency, ha dichiarato di aver notificato formalmente lo sciopero martedì al Governo federale, informandolo che le interruzioni sarebbero potute iniziare alle 6h00 ora di Ottawa di venerdì a meno che le due parti non avessero raggiunto un nuovo accordo sul contratto collettivo di lavoro. I dipendenti sono senza contratto da circa tre anni.

Quasi due terzi degli agenti di frontiera sindacalizzati sono classificati come essenziali e quindi non possono scioperare. Il sindacato ha affermato che questi lavoratori condurranno però una campagna work-to-rule, che probabilmente causerà un calo della produttività e “lunghi e inevitabili ritardi ai confini del Canada”.

Una portavoce del Governo canadese ha affermato che Ottawa ha richiesto l’aiuto di un mediatore per risolvere le questioni in sospeso. Un portavoce del sindacato ha detto ieri che il Governo ha anche chiesto che le due parti riprendano i negoziati e il sindacato ha acconsentito. Tuttavia, ha aggiunto, “è improbabile che un accordo venga raggiunto prima di venerdì, a meno che non ci siano notevoli movimenti da parte del datore di lavoro”.

Il sindacato ha affermato che i principali punti critici si concentrano sul miglioramento delle condizioni di lavoro e sul miglioramento delle retribuzioni e dei benefici in modo che si allineino con quelli delle altre autorità incaricate dell’applicazione della legge.

cos

(END) Dow Jones Newswires

August 05, 2021 03:43 ET (07:43 GMT)

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Canada: reopening of the border with the USA threatened by a customs strike

Canada's plan to reopen the border to US tourists next week could be in trouble as the union representing customs and immigration officials said it was ready to cut services at land crossings, airports and ports of shipping on Friday morning unless a new contract of employment agreement is reached.

The blockade could disrupt the North American economy, given the close links in the supply chain between the United States and Canada. Furthermore, it could deal another blow to Canadian businesses in the travel, tourism and hospitality sectors,