Case chiuse: dall’Olanda alla Germania, i 7 paesi Ue dove la prostituzione è legale

Da quando nel 1958 le case chiuse furono eliminate in Italia non si è mai spento il dibattito tra chi vorrebbe riaprirle e legalizzarle e chi invece è contrario a questa ipotesi. «Ero e continuo ad essere favorevole alla riapertura delle case chiuse» ha detto recentemente il leader della Lega Matteo Salvini, tornando a riproporre la modifica della legge Merlin, come aveva già fatto a gennaio dell’anno scorso, attirandosi le critiche di cattolici, e ad agosto 2017, quando promise sui social che se fosse andato al governo le avrebbe riaperte.

In Europa ci sono diversi livelli di tolleranza. Esiste un modello proibizionista che consiste nel vietare la prostituzione e nel punire la prostituta con pene pecuniarie o detentive. In taluni Paesi in cui è adottato questo modello, oltre alla prostituta viene punito anche il cliente. Questo modello è seguito dalla gran parte dei paesi dell’est europeo (Albania, Azerbaigian, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Georgia, Kazakistan, Lituania, Macedonia, Moldavia, Montenegro, Russia, Serbia, Ucraina). Il modello proibizionista vede una variante nel cosiddetto modello Modello neo-proibizionista o “modello svedese”, adottato in Svezia dal 1999 e successivamente in Islanda e dal gennaio 2009 in Norvegia. Questo modello si fonda sulla criminalizzazione del cliente, con la punizione dell’acquisto di prestazioni sessuali.

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