Caso Cucchi, i carabinieri pronti a costituirsi parte civile nel processo

«Se la richiesta di rinvio a giudizio degli otto militari accusati di depistaggio ne offrirà giuridicamente lo spazio», il comandante generale dell’Arma dei carabinieri « è intenzionato a chiedere alla Presidenza del Consiglio l’autorizzazione a costituire l’Arma come parte civile nel processo». Arriva in una lettera inviata direttamente dal generale Giovanni Nistri a Ilaria Cucchi un punto di svolta nella vicenda del giovane ucciso.

L’imputato e teste chiave nel caso Cucchi sarà ascoltato oggi in udienza e per la prima volta in aula si assisterà alla testimonianza oculare del presunto pestaggio del detenuto trentenne. Francesco Tedesco, il carabiniere che con le sue dichiarazioni diede una svolta alle indagini sulla morte di Stefano, verosimilmente ribadirà quanto aveva denunciato nel luglio scorso davanti al pm. Allora Tedesco puntò il dito contro gli altri due colleghi accusati come lui di omicidio preterintenzionale, Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, raccontando di aver assistito al pestaggio del geometra poco dopo il suo arresto. Una testimonianza che – secondo i familiari di Stefano – aveva fatto crollare quel «muro di omertà», ma che non ha trovato finora altrettante ammissioni nel corso del processo, al quale in questi mesi si è affiancata un’inchiesta sui depistaggi e falsi documenti legati alla vicenda del giovane fin dal suo arresto.

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