Cereali, deficit di bilancio sempre più leggero


Cereali, deficit di bilancio sempre più leggero 

Migliora la situazione della bilancia commerciale del settore cerealicolo, che nel primo quadrimestre 2020 ha visto l’ormai deficit strutturale con i mercati esteri ridursi dai 751,3 milioni del 2019 ai 491,6 milioni di quest’anno. Il calo dello squilibrio è dovuto in particolare al forte aumento dell’estero (1436,6 milioni di euro di fatturato rispetto ai 1178,6 milioni del 2019), mentre l’import ha sostanzialmente ribadito i numeri dello scorso primo quadrimestre 2019, con un giro di affari praticamente stabile (1928,2 milioni contro i 1929,9 del 2019).

Analizzando i dati, si registra proprio come l’import sia rimasto fermo come quantità (+0,1%) ma anche come valori (-0,1%). Cala l’import di grano tenero (-81mila tonnellate), granturco (-113mila tonnellate) e orzo (-20mila tonnellate). Confermata la crescita dell’import di grano duro (+278mila tonnellate). Le quantità importate in Italia di semi e frutti oleosi e di farine proteiche rimangono ancorate ai numeri dell’anno scorso, mentre si riducono pure gli arrivi di mangimi a base cereali (-29%). Importanti numeri, come già anticipato, per l’export.

Le quantità crescono di +276mila tonnellate, mentre nei valori di 258 milioni di euro (+21,9%), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Continuano senza sosta le vendite all’estero di pasta alimentare (+169mila tonnellate), prodotti trasformati (+59mila tonnellate) e di riso (+47mila tonnellate), mentre calano i cereali in granella (-10mila tonnellate).