Chiamparino boccia ipotesi di mini-Tav. «Non raccontiamoci palle»

Mini-Tav? «Non raccontiamoci palle». È il modo con cui il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino liquida l’ipotesi sostenuta dalla Lega e rilanciata ieri a Torino dal viceministro dell’Economia Edoardo Rixi. «Se mini-Tav vuol dire non far fare la stazione di Susa da qualche archistar sono d’accordo. Va benissimo una stazione progettata da un ingegnere delle ferrovie», ragiona Chiamparino nell’Aula del Consiglio regionale.

«Se invece chi la propone pensa che voglia dire che non si fa lo scalo di Orbassano, non contiamoci palle: questo significa che non si fa la Tav. Tagliare fuori Orbassano vuol dire fare la Milano-Lione senza passare da Torino, non più la Torino-Lione che poi raggiunge anche Milano». L’appello di Chiamparino è che «se il governo ritiene di farla, ne ha l’occasione l’11 marzo, quando è fissato il cda di Telt. Basta che in quell’occasione si dia il via libera ai bandi e il problema è risolto». In Consiglio regionale viene chiesto di avviare le procedure per una consultazione popolare sulla Torino-Lione. «Che non ci sia bisogno di un referendum è vero, l’opera è stata già decisa – aggiunge Chiamparino a proposito delle critiche alla proposta di fare una consultazione -. Io chiamerò i cittadini a pronunciarsi sul fatto che il governo ha bloccato il progetto. Il referendum non allungherà i tempi sulla Torino-Lione».

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