Clabo: dati consuntivi febbraio 2020 in linea con 2019, siti attivi


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Oggi : Mercoledì 18 Marzo 2020

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I dati consuntivi relativi alle vendite e alla raccolta ordini di Clabo a febbraio 2020 sono sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2019.

Alla luce delle prescrizioni adottate dal Governo Italiano atte a contrastare e contenere la diffusione del virus COVID-19 e di quanto previsto dal Protocollo condiviso di regolamentazione per il contrasto e il contenimento del COVID-19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020, lo stabilimento produttivo italiano di Clabo di Jesi (Ancona) è pienamente operativo.

Parimenti, spiega una nota, sia lo stabilimento di Qingdao (Cina) che lo stabilimento di Filadelfia sono aperti ed in funzione senza particolari criticità né in approvvigionamento né in spedizione.

In particolare, la Società comunica di aver provveduto ad implementare le misure organizzative e le precauzioni sanitarie necessarie al fine di rispettare quanto previsto dalle rispettive normative nazionali, applicando altresì tutte le raccomandazioni delle autorità sanitarie competenti.

La società monitorerà costantemente l’evolversi della situazione emergenziale connessa alla diffusione del virus COVID-19, in considerazione sia del mutevole quadro normativo di riferimento, sia del complesso contesto economico globale, al fine di valutare l’eventuale adozione di ulteriori misure a tutela della salute e del benessere dei propri dipendenti e collaboratori, nonché di comunicare tempestivamente al mercato eventuali potenziali impatti sulle proprie attività.

Stante il perdurare dell’attuale contesto macroeconomico che vede la chiusura dei pubblici esercizi Ho.Re.Ca. in tutti i principali mercati di vendita del gruppo Clabo (ad eccezione della Cina dove i locali di ristorazione stanno progressivamente riaprendo), risulta difficile prevedere l’evoluzione delle vendite nell’anno in corso così come il raggiungimento del budget sia in termini di Ricavi che di Ebitda indicato nel precedente comunicato stampa in data 20 novembre 2019.

La società, in considerazione della natura di beni durevoli dei propri prodotti, pur nell’incertezza del momento e nella difficoltà di poter compiere valutazioni sugli andamenti futuri del proprio mercato in un contesto imprevedibile come quello attuale, ritiene che i principali fenomeni che potrebbero avere impatti sull’andamento economico e finanziario del gruppo sono: una temporanea riduzione dei flussi di cassa in entrata, una diminuzione dei ricavi di vendita per l’anno 2020, non quantificabile al momento, essendo il 60% del business Clabo correlato all’apertura di nuovi locali bar, gelaterie e pasticcerie o al rinnovo delle esistenti. È peraltro verosimile pensare che, una volta tornati alla normalità, le aperture ed i rinnovi programmati possano riprendere ai ritmi pre crisi, in particolare per le decisioni di investimento già prese.

I ricavi della società statunitense Howard McCray potrebbero risentire meno della crisi pandemica legata alla diffusione del Coronavirus poiché maggiormente concentrati sul business dello small retail di prossimità (Convenience Stores) che stanno continuando a lavorare ed hanno anzi generalmente registrato incrementi sul loro livello di attività.

Alla luce di quanto sopra, il management di Clabo sta lavorando ad un recovery plan che preveda una serie di scenari alternativi basati su livelli di ricavi e fabbisogno di capitale circolante diversi e peggiorativi rispetto al budget 2020, con l’obiettivo di salvaguardare l’equilibrio economico e finanziario del gruppo durante il periodo di crisi e fino all’auspicato ritorno alla normalità, che viene comunque stimato non prima dell’autunno 2020.

Sarà pertanto impegno della società comunicare tempestivamente e con cadenza mensile i dati sulla raccolta ordini e sui ricavi consolidati nel corso dei prossimi mesi.

Il presidente di Clabo, Dott. Pierluigi Bocchini, ha dichiarato: “Purtroppo, allo stato attuale, è impossibile fare qualunque previsione per l’anno in corso. Operiamo in un settore nel quale i clienti utilizzatori finali dei nostri prodotti, in molti paesi al mondo fatta salva la Cina, hanno le proprie attività chiuse, senza previsioni al riguardo della possibile riapertura. Gli stabilimenti del gruppo stanno lavorando sugli ordini in portafoglio ed al momento l’attività è garantita almeno fino a Pasqua. Il raggiungimento dei numeri indicati a budget e comunicati al mercato lo scorso mese di novembre è fortemente a rischio, impossibile al momento prevedere quanto forte sarà l’impatto sui conti del gruppo. Quello che possiamo fare e che il nostro management sta già facendo è preparare un recovery plan con azioni incisive di forte riduzione dei costi e di contenimento del capitale circolante per poter traghettare l’operatività del gruppo fino alla ripresa della normale attività”.

com/cce

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