Con la Nuova via della Seta l’export verso i paesi aderenti può crescere del 7,5%

A seguito dell’adesione alla Nuova via della seta (o Belt and Road Initiative), il mastodontico e ambizioso progetto infrastrutturale lanciato nel 2013 dal governo cinese, l’export dell’Italia verso i paesi aderenti, allo stato attuale una settantina, potrebbe crescere del 7,5 per cento. La stima esce dal rapporto “La Nuova via della Seta: impatto sugli scambi internazionali e opportunità per l’Italia”, redatto dal Cer (Centro Europa ricerche) e presentato oggi al Cnel.

Fantacone (Cer): grande potenziale di comercio non sfruttato
«C’è un grande potenziale di commercio non sfruttato verso e fra i paesi che aderiscono alla B&RI – spiega il direttore della ricerca, Stefano Fantacone -. Le stime elaborate dal Cer mettono in evidenza che almeno il 7,5% di questo vuoto di esportazioni potrebbe essere colmato qualora la Nuova via della Seta portasse effettivamente a una migliore dotazione di infrastrutture. È un potenziale che anche l’Italia potrebbe sfruttare».

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