Coronavirus: contagi aumentano in Cina, 14.840 nuovi casi in Hubei


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Oggi : Giovedì 13 Febbraio 2020

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Dopo l’adozione di un nuovo metodo per la classificazione della diagnosi, la Cina ha riportato ieri un aumento di dieci volte del numero di casi di coronavirus rispetto al giorno precedente, sollevando preoccupazioni sul fatto che l’estensione dell’epidemia sia molto più ampia di quanto suggerito dai dati cinesi.

I casi recentemente confermati nello Hubei, di cui Wuhan è la capitale, sono saliti a 14.840 ieri dai 1.638 di martedì, si legge nei dati ufficiali del Governo cinese. Nel frattempo sono stati segnalati 242 nuovi decessi nella provincia.

La Commissione Sanitaria provinciale ha iniziato a conteggiare i casi diagnosticati clinicamente – non solo quelli confermati da un test di laboratorio – come confermati, contribuendo all’aumento del numero di persone colpite dal virus. Ciò è coerente con il modo in cui altre province classificano i pazienti, ha affermato la Commissione. Dei nuovi casi di ieri, 13.332 sono stati diagnosticati clinicamente.

Il salto è avvenuto il giorno dopo che la Commissione Sanitaria Nazionale cinese ha detto che i funzionari stanno iniziando a vedere cambiamenti positivi nel controllo della malattia.

Tra i residenti di Wuhan si sono moltiplicati i dubbi sull’accuratezza dei kit per realizzare i test sui tamponi che le autorità hanno utilizzato per diagnosticare i casi. Alcuni medici ed epidemiologi hanno chiesto agli ospedali di utilizzare le lastre al torace per diagnosticare il nuovo virus.

I kit di test hanno anche sollevato preoccupazioni negli Stati Uniti. Alcuni dei laboratori che convalidano i test dei Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (Cdc) hanno ottenuto risultati inconcludenti quando hanno eseguito i test da soli, ha detto il Cdc ieri.

Il probabile colpevole è un reagente – un composto usato per provocare una reazione chimica – che non si comporta in modo coerente, hanno affermato le autorità sanitarie. Il Cdc sta lavorando per rigenerare il reagente e restituirlo. Ciò potrebbe comportare ritardi nell’esecuzione della diagnostica. Le autorità sanitarie locali e statali sono ansiose di poter accedere ai test per evitare l’attesa dovuta all’invio dei campioni attraverso il Cdc.

Ieri gli Stati Uniti hanno confermato il quattordicesimo caso di coronavirus, una donna che era a bordo del secondo volo di evacuazione da Wuhan alla base aerea Miramar Marine di San Diego. È la seconda persona a risultare positiva al test tra quelle che si trovano nella struttura dove gli sfollati, provenienti dalla provincia dello Hubei, stanno aspettando la fine del periodo di quarantena di 14 giorni. Funzionari della Cdc hanno affermato che non vi sono prove di trasmissione del virus da persona a persona.

In Cina ieri i principali leader hanno offerto sgravi fiscali e altre misure nel tentativo di stabilizzare l’economia che si trova in difficoltà dopo lo scoppio dell’epidemia, dato che molte aziende e fabbriche sono rimaste chiuse più del previsto dopo le vacanze del Capodanno lunare.

Il Comitato permanente del Politburo, organo supremo del partito comunista, ha sottolineato in una riunione l’importanza di mantenere i posti di lavoro e di rafforzare le politiche a sostegno delle piccole e medie imprese, secondo l’emittente statale China Central Television. Il Consiglio di Stato cinese ha dichiarato che offrirà sgravi fiscali nell’ambito di un piano di emergenza per aiutare le imprese piccole e private a riprendere le loro attività.

“Dobbiamo compiere ogni sforzo per garantire le forniture per rispondere all’epidemia e soddisfare le necessità quotidiane per mantenere il progresso economico e sostenere i cittadini”, ha affermato il premier cinese, Li Keqiang.

Le attività commerciali sono rimaste chiuse e le strade sono rimaste deserte nelle più grandi città cinesi. Ieri a Pechino le metropolitane, che in genere sono affollate negli orari di punta, erano per lo più vuote e i centri commerciali silenziosi.

Il Consiglio di Stato ha invitato i funzionari a fornire macchinari e materie prime alle imprese, in particolare ai produttori di prodotti medici con sede al di fuori della provincia dello Hubei, che è al centro della crisi. Il Governo ha inoltre promesso di evitare licenziamenti di massa e di attuare ulteriori misure per garantire il normale funzionamento della società e sell’economia. Il Comitato permanente, guidato dal presidente, Xi Jinping, di cui fanno parte anche altri leader di spicco, ha affermato che le imprese statali riprenderanno la produzione.

Il fatto che la Cina sia in grado di riportare l’economia alla normalità e di limitare la ricaduta economica del virus ha ampie conseguenze per l’economia globale. La Cina rappresenta quasi un quinto del prodotto interno lordo mondiale. L’epidemia ha già interrotto le catene di approvvigionamento e costretto le imprese a prendere decisioni difficili in presenza di informazioni limitate.

Ieri il Gsma ha annullato il Mobile World Congress di Barcellona dopo che molte aziende – tra cui Facebook, Amazon e Sony – hanno annullato la loro presenza all’evento a causa delle preoccupazioni dovute all’epidemia di coronavirus.

Non è chiaro quanto grave sarà il danno economico connesso all’epidemia di coronavirus ma è noto che rischia di ostacolare l’obiettivo del Governo che punta a raddoppiare i livelli di reddito e le dimensioni dell’economia rispetto a quelli del 2010.

Ieri sera il bilancio delle vittime del coronavirus era di oltre 1.300, insieme a oltre 59.000 casi di contagio in Cina, la maggior parte dei quali nello Hubei.

cos